I monumenti più importanti della città

| di La Redazione
| Categoria: Storia
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Nonostante le sue incredibili ricchezze, Fondi è una città ancora poco conosciuta. Quando gruppi di turisti, partiti per esplorare i vicini comuni di Sperlonga o Terracina si avventurano fino al Castello, l’unico nel centro Italia ad essere ubicato al centro di un’ampia e fertile pianura, rimangono sbalorditi. Ma non è solo questa imponente struttura, sita nel cuore di una delle aree pedonali più grandi della Regione Lazio, a lasciare i visitatori senza parole. Tra i numerosi monumenti e le molteplici attrattive della città, ci sono infatti almeno quattro punti d’interesse a dir poco unici: oltre al Castello, la Giudea, l’Appia Antica e la cinta muraria con una porta ancora ottimamente preservata.


Il Castello

Da sempre simbolo della città, è un'affascinante costruzione rettangolare con tre torri cilindriche merlate. Il maschio, la torre più alta, misura ben 33 metri. Il castello presenta un "gioco" architettonico basato su forme geometriche solide. Al suo interno è allestito il museo civico che si articola in due sezioni: quella epigrafica romana e quella medievale e moderna. Un moderno ascensore consente ai visitatori di raggiungerne la cima della costruzione medievale e di ammirare la città dall’alto. Uno spettacolo mozzafiato soprattutto da quando è stata realizzata l’area pedonale che attrae migliaia di visitatori anche dai comuni limitrofi. Il castello viene oggi utilizzato come set per il book fotografico delle coppie convolate a nozze ma anche per eventi culturali di vario tipo, per cene di gala e per concerti di musica classica. Impossibile visitare il Castello senza sostare anche al Palazzo del Principe, risalente alla metà del XV secolo e noto per essere stato la dimora della famosa e bellissima Giulia Gonzaga. Terminato verso la metà del XV sec è stato recentemente oggetto di un accurato e raffinato restyling. Oggi, tutte e tre le sale (grande, media e piccola) sono gestite dal Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi.


La Giudea

Il quartiere ebraico occupa tutto il quadrante a nord-est del centro storico. Le scale esterne delle abitazioni sono tutte rivolte verso un unico centro: la Sinagoga. La cosiddetta "Casa degli Spiriti" è stata ufficialmente riconosciuta quale luogo di culto per il ritrovamento sul portale di sinistra del segno della "mezzuzah" e riqualificata per diventare il primo museo ebraico medievale d’Italia. A rendere possibile la metamorfosi di un edificio rimasto disabitato per molto tempo perché, si dice, sia infestato da presenze soprannaturali, un maxi finanziamento europeo colto al volo dal Parco Regionale dei Monti Ausoni e dalla Regione Lazio che nel 2010 ha acquistato lo stabile. Nella struttura, identificata come sinagoga da Elio Toaff, celeberrimo rabbino scomparso nell’aprile di quest’anno e cittadino onorario di Fondi, sono state allestite cinque stanze in cui sono stati ricostruiti percorsi religiosi e culturali. In epoca quattrocentesca infatti, Fondi fu centro propulsore della produzione tessile ebraica che avveniva all’interno di botteghe e laboratori di canapa, lino e seta, ad oggi ancora parzialmente riconoscibili. Ma non solo. Il quartiere Olmo Perino, che si snoda attorno all’omonima piazza, era anche popolato da banchieri, giudici e macellai che attiravano a Fondi flussi economici importanti. Un capitolo sorprendente di storia pontina, ai più sconosciuta, che un’equipe di studiosi ha reso fruibile e visitabile in una struttura unica nel suo genere.  Il museo è quindi destinato a diventare una vera e propria perla all’interno della già straordinaria Giudea, come noto uno dei quartieri ebraici conservati meglio a livello internazionale oltre che l’unico del Lazio meridionale.


Appia Antica

Se le pietre dell’Appia Antica potessero parlare – scrive il professore Lorenzo Quilici nella sua guida dedicata alla strada consolare, oggi immersa nel Parco dei Monti Aurunci – racconterebbero a partire dal 312 a.c dell’accurata scelta del tracciato, delle fatiche per il taglio delle rocce, per la realizzazione dei terrazzamenti e dei ponti nelle valli più impervie.

Nel territorio di Fondi, non solo sono ben visibili tratti di Appia oggi adattati alla modernità ma anche un percorso di tre chilometri rimasto perfettamente preservato. Grazie ad un ampio intervento di riqualificazione da parte della Regione Lazio e del Parco dei Monti Aurunci, oggi il tratto in questione è stato recuperato e reso fruibile ai visitatori con pannelli informativi ed indicazioni. La via Appia, compreso il tratto che ricade nel territorio di Fondi, potrebbe inoltre diventare patrimonio dell’Umanità. La procedura per inserire l’antica arteria tra i beni tutelati dall’Unesco, partita nei mesi scorsi, ha portato infatti  alla sottoscrizione di un protocollo di intesa tra i comuni di Fondi, Terracina e altre cittadine laziali, pugliesi e siciliane. Non è un caso se l’input per tutelare una strada importantissima dal punto di vista storico in quanto progettata dai romani per collegare Roma a Brindisi, sia arrivata dai comuni pontini: la richiesta in questione fa infatti riferimento, nello specifico, alla presenza ebraica nelle varie città interessate. «In tutte le aree di pertinenza – si legge infatti nella delibera con cui la giunta municipale di Fondi ha subito approvato la sottoscrizione del protocollo –esistono testimonianze tangibili della millenaria presenza ebraica risalente già all’età romana,  alcune delle quali epigrafiche».


Cinta muraria e castrum

Le mura che contengono il castrum, uno dei pochi rimasti in piedi, hanno un perimetro di circa 1480 metri. Decumani e cardi suddividevano poi il castrum in vari isolati perfettamente squadrati. L'80% della cinta muraria è ancora in buono stato a più 2500 anni dalla costruzione e sono persino ancora visibili le varie fasi di realizzazione: la prima fase, in mura ciclopiche, è contraddistinta da blocchi megalitici accostati l’uno a l’altro senza malta e tenuti assieme dal peso di ciascuno. Il periodo di costruzione è compreso tra l’800 a.c. ed il 700 a.c. e ne esistono tratti ancora visibili in via degli Osci e in via dei Latini. In via Marconi è invece visibile la seconda fase di costruzione in opus poligonalis con blocchi di almeno cinque lati cadauno, formanti un reticolato piuttosto resistente agli attacchi di armi, addirittura da parte di arieti. Anche qui non è stata utilizzata nessuna tecnica a cemento o a malta, in questo modo i blocchi sviluppano una forza centripeta in cui il peso viene a scaricarsi verso il centro del muro. Torri e bastioni posti ogni 40 metri completano questa fase di mura, databile attorno al IV secolo a.C. La terza fase è infine riconoscibile dall’introduzione della malta che consentì l’utilizzo di blocchi più piccoli. Questa sezione è visibile in viale Regina Margherita e via Giulia Gonzaga. All’interno delle mura era possibile accedere tramite quattro porte delle quali ne è sopravvissuta solo una, la Portella (risalente al periodo sillano).


Le chiese

Tra i monumenti, di notevole interesse le tre chiese più antiche della città: S. Francesco, Santa Maria e San Pietro. La prima, fondata nel XII sec. da S. Francesco di Assisi e poi ampliata da Onorato II Caetani, è divisa in due navate, è di stile gotico con influssi romanici. Vi è, inoltre, annesso un piccolo convento. Molto caratteristico il coro costituito da 13 stalli ogivali e le suggestive e luminose vetrate istoriate. San Pietro è invece una Chiesa a tre navate in stile romanico. Ricca di opere d'arte, tra le quali i capolavori pittorici dell' "Annunciazione" di Cristoforo Scacco (XV sec.) e della "Maestà" di Antoniazzo Romano (XV sec.). Santa Maria, infine, ha una struttura a croce latina con tre navate. La facciata, tutta in pietre calcaree scalpellate, è fiancheggiata dalla torre campanaria con orologio pubblico. Unica chiesa della città a presentare 3 portali, è caratterizzata da un’ampia scalinata.

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