Quattro chiacchiere con un giovane attore

| di Veronica Ghiraldo
| Categoria: Arte
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Il suo nome è Giovanni Pannozzo, è un giovane ragazzo fondano di appena venti anni che, tra i suoi tanti sogni di bambino ne ha avuto uno speciale, che ha avuto il coraggio di realizzare. Voleva fare l’attore e ci sta riuscendo. L’ho incontrato in un caldo pomeriggio e, con la sua simpatia e disponibilità, ha cercato subito di mostrare quanto sia felice e quanto impegno ci sta mettendo nel suo lavoro.

Allora Giovanni, partiamo subito con una domanda che sicuramente ti sarai sentito fare molte volte, come è nata questa passione per la recitazione?
“In realtà questa passione l’ho sempre avuta, fin da piccolo: recitavo scenette in casa e piccoli sketch per la mia famiglia, ora, a distanza di tanti anni posso dire che sembra che il mio sogno si sta realizzando.”

Non è facile affermarsi come attore, quali sono i consigli che ti senti di dare ai giovani che vorrebbero intraprendere la tua stessa carriera?
“L’unica cosa che posso dire è che chi ha un sogno deve inseguirlo fino in fondo. Non fermarsi mai, e se dovesse incontrare sulla sua strada degli ostacoli, allora vorrà dire che quella è la strada giusta.”
Quali sono i tuoi attori di riferimento?
“Ammiro molto Johnny Depp, che ho anche incontrato durante un mio viaggio a New York.”

Parlami un po’ di questa tua esperienza allora.
“Sono stato lì un mese, ho fatto vari provini che mi hanno lasciato sicuramente belle esperienze e numerosi contatti che magari in un futuro potrò utilizzare, purtroppo, per lavorare a New York bisogna vivere lì, per il momento non posso ma spero di poter partire in un futuro molto prossimo.”

Preferisci il cinema o il teatro?
“Li amo entrambi. Sono ovviamente molto diversi, con il teatro si interagisce di più con il pubblico, cosa che al cinema non accade. Sono però orientato a scegliere lavori cinematografici più che teatrali.”

Con quale regista ti piacerebbe lavorare?
“Americani quasi tutti: da Tim Burton a Scorsese, da Cameron a Tarantino. Di italiani sicuramente Gasparini con il quale ho già lavorato e anche Placido che mi ha diretto in “Trilussa” ma, potendo sognare ad occhi aperti tornerei in dietro nel tempo per essere diretto da Sergio Leone o Zeffirelli.”

Buono o cattivo? Qual è il ruolo che più ti piace interpretare?
“Cattivo. Forse per le varie sfaccettature che ha il personaggio, anche se mi hanno sempre detto che ho la faccia da bravo ragazzo.”

Non ti manca un po’ lo studio?
“Io sono diplomato all’Accademia di Arte Drammatica ma, anche l’attore, come tutti gli altri lavori, richiede continui aggiornamenti, proprio per questo studio sia da autodidatta e frequento molti corsi a Roma di cinema e teatro.”

So che insegni anche…
“Sì, ho insegnato nelle scuole corsi di recitazione. Ora però, presso l’ex scuola di San Raffaele, due giorni a settimana, tengo un mio personale corso di recitazione, teatro, cinema, dizione, impostazione della voce e movimento scenico. È un corso aperto a tutti e per tutte le età. Fortunatamente, il fatto di avere a disposizione la scuola mi fa sentire molto apprezzato, sia dalla Provincia che dalla Regione, molto spesso mi definiscono come una giovane promessa del cinema , fa molto piacere.”

Secondo te, perché il cinema italiano non riesce a stare di pari passo con quello straniero, negli ultimi anni ha perso parecchio…
“Purtroppo, in Italia la cultura è sottovalutata, di conseguenza il cinema e il teatro non hanno le basi sulle quali appoggiarsi. Poi c’è anche il fatto che molti degli attori che vediamo nei film non sono veri attori, non hanno studiato, c’è un enorme giro di raccomandazioni. E per i giovani con vero talento diventa sempre più difficile emergere.”

La tua famiglia ti ha supportato in questo sogno?
“Potrebbe essere scritto anche a caratteri cubitali: la mia famiglia mi ha sempre sostenuto e sempre seguito fin dall’inizio. Si erano sempre accorti di questa mia grande passione, non poteva essere altrimenti.”

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
“Ci sono molte cose in ballo, alcune non posso dirle, un po’ per scaramanzia e un po’ perché sono progetti non ancora stabili. Sicuramente il teatro con ruoli comici e drammatici. A fine gennaio sarò a Roma con uno spettacolo sulla shoa. A settembre poi, girerò dei film ma anche miei cortometraggi e videoclip. C’è tanto da lavorare, fortunatamente. ”

Veronica Ghiraldo

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