Sabato 28 alle ore 18.30 presentazione del libro "Alleva il tuo Lupo Buono"

| di La Redazione
| Categoria: Comunicati Stampa
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La lotta tra bene e male, tra il volere fare il bene e l'odio prende le persone al punto che i propri sensi di colpa diventano l'inferno personale di ognuno.

Come liberarsi da tutto ciò?
Un maresciallo della provincia italiana ci prova, scopre che per perdonare bisogna prima perdonarsi e lasciare crescere il proprio lupo buono.

E' questo il messaggio che Paolo de Bonis nella sua opera prima lascia al lettore: non permettere che il lupo cattivo si impossessi della nostra anima ma al contrario lasciare che il lupo buono si avvicini a noi e ci scaldi il cuore, purificandolo da tutto il dolore.

Nella splendida cornice del Chiostro di San Domenico, nei pressi dell'auditorium a Fondi, sabato 28 settembre dalle ore 18.30, Paolo ci parlerà di questo, e delle ragioni per cui ha deciso di scrivere il libro. L'invito di Paolo è quello di passare qualche ora tra amici, tra una chiacchierata con Simone di Biasio che farà da tramite tra l'autore e le persone che verranno ed una lettura di brani del libro curata dall'autore stesso.

Particolare attenzione porrà Donatella Di Biasio, responsabile nazionale della Fidapa, alla violenza sulle donne, di cui l'autore ha posto particolare sensibilità in due racconti.
“La violenza sulla donna da parte dell'uomo nasce dalla debolezza di quest'ultimo, che diventa incapace di relazionarsi e confrontarsi alla pari con le persone dell'altro sesso, per questo agisce in maniera violenta, crede di recuperare lo svantaggio in questo modo, ha paura di sentirsi inferiore e teme di subire la violenza che spesso ciecamente ha inferto alla donna”

Questo è il pensiero in merito dell'autore, per questo ha invitato a parlare di questo aspetto del libro Donatella di Biasio, personalità di riferimento della cultura e da sempre paladina dei diritti delle donne.

Paolo de Bonis è un informatico con la passione della scrittura ed del racconto, nelle sue storie porta  vissuto di ogni persona, in maniera che ognuno ognuno possa riconoscere un passaggio della sua vita, chiama il genere dei suoi racconti “giallo psicologico” nel senso che accanto al plot narrativo porta i ragionamenti ed i sentimenti dei protagonisti, permettendo quindi al lettore di sentirsi avvolto dalla storia e parte di essa.

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