Monte San Biagio: canoni e livelli, l'avvocato Raso chiede al Comune di annullare gli avvisi di pagamento

"I mei assistiti - spiega il legale - non sono semplici possessori (livellari) di terreni di proprietà del Comune concedente, ma pieni ed esclusivi proprietari, in forza di atti pubblici notarili"

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Nel 2014 la verifica demaniale del geom. Romolo Campagna individuava nel comune di Monte San Biagio una vasta porzione di territorio che, presumibilmente, prima del 900 o addirittura in età preunitaria, apparteneva al demanio civico; tuttavia, essendo terreni già all'epoca occupati dai privati, essi sarebbero stati legittimati,  cioè resi allodiali (privati) e assoggettati a canoni annui.
Solo oggi, i cittadini di Monte San Biagio vengono a conoscenza di ciò, poiché il Comune sta inviando degli avvisi di pagamento per i canoni degli ultimi 5 anni, qualificandosi come "comune concedente", ovvero come proprietario di quei terreni.

Il possessore del terreno può quindi pagare il canone o procedere all'affrancazione, divenendo pieno proprietario del fondo pagando una indennità pari a 15 volte il canone annuo. Ma la questione non è così scontata.
Un gran numero di cittadini si sta rivolgendo all'avv. Guglielmo Raso, il quale in questi giorni sta chiedendo all'amministrazione di annullare gli avvisi di pagamento.

"I mei assistiti - spiega il legale - non sono semplici possessori (livellari) di terreni di proprietà del Comune concedente, ma pieni ed esclusivi proprietari, in forza di atti pubblici notarili (compravendite, donazioni, successioni) in cui viene validamente trasferita una proprietà libera da qualsiasi  diritto di terzi. Il loro diritto di proprietà è quindi inviolabile ed indiscutibile, e non può tollerare limiti e compressioni da parte del Comune, che su quelle terre non ha alcun diritto". 


Quanto alla verifica demaniale, si eccepisce che la stessa non veniva resa oggetto di osservazioni, proprio perché chi è titolare di un atto pubblico di proprietà non aveva titolo né interesse a formulare osservazioni, avendo tutte le ragioni di ritenersi legittimo ed esclusivo proprietario. Tale interesse sorge solo oggi, con la notifica dell'avviso di pagamento, perché è solo oggi che per la prima volta il comune contesta tale diritto di proprietà. Si chiede pertanto che i cittadini istanti vengano rimessi in termini per eventuali osservazioni alla verifica demaniale. 

"L'amministrazione - conclude - non ha spazi giuridici per superare le nostre argomentazioni, assolutamente inceccepibili: chi ha un regolare atto pubblico di proprietà ha diritto all'annullamento dell'avviso di pagamento".


Al di là delle ragioni dei proprietari assistiti da valido atto pubblico, va detto che è auspicabile la definitiva soluzione amministrativa che ponga fine a questi obsoleti residui di feudalità.

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