Anche Fare Verde Fondi aderisce all'iniziativa internazionale "Fridays for future"

Dalla mobilitazione di una 15enne svedese che da agosto ogni venerdì manifesta al Parlamento per chiedere al proprio governo maggior impegno il movimento che sta facendo il giro del mondo

| di Fare Verde Onlus
| Categoria: Comunicati Stampa
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Il Gruppo Locale dell'Associazione Ambientalista "Fare Verde" aderisce a "Fridays For Future". Venerdì 15 Marzo, alle ore 20, si terrà un incontro presso la sede di Via Cesare Balbo 12, per parlare di cambiamenti climatici, erosione costiera ed emergenze ambientali. Lo faremo attraverso proiezioni video ed un dibattito aperto al pubblico, al quale ovviamente invitiamo a partecipare Cittadini ed Associazioni, Istituzioni ed Imprenditori.

"Fridays for future" è un'iniziativa internazionale per chiedere ai Governi di impegnarsi maggiormente contro il cambiamento climatico. Coinvolge giovani, cittadini, Associazioni, studenti in diversi Paesi ed è diffusa anche in diverse Città italiane. È stata promossa da Greta Thunberg: la ragazza 15enne svedese che, per sensibilizzare il proprio Governo, dal 20 Agosto dello scorso anno ha manifestato ogni Venerdì di fronte al Parlamento svedese.

"Faccio sciopero. Lo faccio perché gli adulti stanno sputando sul mio futuro. Se i politici non fanno niente, è mia responsabilità morale fare qualcosa, vogliamo un impegno concreto contro il cambiamento climatico! E lo vogliamo subito": sono alcune delle motivazioni dell'iniziativa di Greta che vengono trasmesse attraverso i social. Con la forza del suo esempio, si sollecita una maggiore mobilitazione della società civile per impedire che la crisi climatica abbia esiti drammatici.

I ritardi dei decisori politici nell'affrontare la crisi climatica sono evidenti e documentati. Dopo l'Accordo di Parigi sul clima, le emissioni mondiali di gas serra sono aumentate. Dopo aver concordato l'obiettivo di contenere l'aumento globale delle temperature ben al di sotto dei 2 gradi, gli impegni dei governi nazionali per politiche e misure di mitigazione restano ben al di sotto della traiettoria necessaria per assicurare tale obiettivo. I ritardi politici sono causati da varie ragioni: i tempi brevi delle scadenze elettorali che riducono la capacità di affrontare temi di medio e lungo termine, il condizionamento degli interessi economici che ruotano attorno ai combustibili fossili, le difficoltà sociali e occupazionali della transizione e l'impreparazione ad affrontare un cambiamento inedito di così vasta portata.

Ne parleremo Venerdì sera...

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