Sequestro Valle Corsari: la versione dei gestori

| di La Redazione
| Categoria: Comunicati Stampa
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Trent’anni di feste danzanti con migliaia di persone, giovani e meno giovani, provenienti da decine di città e paesi di Italia, come Lazio, Abruzzo, Campania e non solo.

Perla del nostro litorale ed eccellenza della “movida estiva”, oltre che richiamo di turisti ed eventi artistici di rilevanza nazionale.

Il tutto gestito con professionalità, competenza ed all’insegna della massima sicurezza per gli avventori.

Il tutto – oggi 3 agosto 2019 – letteralmente spento da un provvedimento di sequestro preventivo disposto dalla Procura della Repubblica di Latina “perché all’interno del sito descritto ometteva di predisporre idonee vie di fuga e in particolare porte e vie di circolazione …”.

Come a dire che un locale completamente aperto sui quattro lati ubicato tra strada statale Flacca e il mare aperto avrebbe bisogno di porte per garantire l’evacuazione degli ospiti danzanti in caso di pericolo.

Un provvedimento, assolutamente abnorme, oltre che ingiustificato, tenuto conto del consueto rigore usato dai gestori della discoteca più nota e frequentata del sud pontino, per l’accoglienza del popolo della notte sperlongana.

Una vera mannaia, a giudizio dei responsabili del locale Valle Corsari, per le decine di dipendenti rimasti da oggi senza lavoro, a causa della mancanza di un paio di cartelli indicanti le “vie di fuga” ed un paio di lampadine fulminate probabilmente per l’umidità.

La Redazione

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