Casa della cultura di Fondi: sabato la prima assemblea pubblica

| di Cristina Gattamorta
| Categoria: Comunicati Stampa
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Sabato 7 dicembre la Casa della Cultura di Fondi si apre a tutti i cittadini e le associazioni della Città con la sua prima assemblea pubblica.

Il debutto più importante per la Casa della Cultura di Fondi è imminente: sabato 7 dicembre, dalle 18.00 alle 20.00, a Fondi, nella sala “Carlo Lizzani”, presso il Complesso di San Domenico (Largo Luigi Fortunato), il network e Comitato di venti associazioni attive nel Sud Pontino invita tutta la cittadinanza e le associazioni del territorio alla prima assemblea pubblica della Casa della Cultura, per accogliere nuove adesioni e voci.

 

Dopo la nascita del sogno, nell’estate del 2019, e la presentazione istituzionale, lo scorso 14 settembre a Castello Caetani, è questa la prova determinante per la Casa della Cultura: un confronto diretto con i cittadini, sincero e senza filtri, con l’invito a far parte della Casa della Cultura per renderla un progetto sempre più partecipato, forte ed multiforme.

 

L’evento del 7 dicembre sarà l’occasione per illustrare l’obiettivo primario della CdC: la creazione collettiva di una “casa”, un luogo “fisico e metafisico”, che accolga singoli, associazioni e altre realtà, e che diventi un melting pot in cui pensare, programmare e respirare cultura per la Città di Fondi, in sinergia. L’assemblea sarà il momento per discutere insieme proposte e opinioni di tutti, per ragionare sul futuro della CdC e per raccogliere sottoscrizioni attraverso la campagna “Diventa Amico della Casa della Cultura”, che già viaggia sui social network da qualche giorno.

«È una visione, quella della Casa della Cultura, che richiede la partecipazione attiva di tutte le intelligenze di Fondi» ribadiscono gli organizzatori.

Il manifesto

Fondi conosce da sempre un fermento culturale non indifferente. È qualcosa di storico, di profondo, di viscerale. Una cultura che nasce e si sviluppa dalla sua storia e che ancora oggi passa attraverso l’impegno dei singoli e la dedizione di molte associazioni.

Sono moltissime le figure che nel corso della storia hanno dato lustro alla nostra cittadina, sia a livello nazionale che a livello internazionale, in ambiti che vanno dalla letteratura al cinema, dal teatro alla pittura. Un movimento continuo che anima i calendari delle iniziative, che rende vivo ogni spazio pubblico, che fa respirare un clima che suona come musica, che sorprende attraverso l’estro del teatro, che profuma come un libro nuovo, che è visivamente accattivante come la proiezione di un film e che ha il sapore buono delle tradizioni.

Tutto questo dinamismo, che può dare vita ad ogni luogo, oggi più che mai ha bisogno di un luogo che sia vivo. Una vita che come la fiamma olimpica rimanga accesa nel cuore della città. Un luogo che merita di avere mura, spazi, strumenti. Ma soprattutto un posto “metafisico” che sappia essere rete, operando una socialità culturale che sia da traino verso un nuovo modello di comunità e da esempio dentro e fuori i confini territoriali.

Per tali motivi, un luogo che si chiami Casa della Cultura non può e non deve essere identificato in un edificio specifico; la cultura non ha una casa ma entra nelle case di tutti, vive per le strade e nelle piazze, abita gli animi aperti e sensibili. Seguendo questa logica e adottando in maniera condivisa questi principi, non possiamo che desiderare, immaginare, vedere e soprattutto costruire una Casa della Cultura. Le fondamenta di questo spazio saranno la collaborazione, il fare rete, il mettersi a disposizione gli uni degli altri, mescolandoci ma mai confondendoci.

In un mondo e una società sempre più virtuali, dove Internet e i social hanno ormai sostituito di fatto le classiche piazze e le relazioni interpersonali, dove il confronto è canalizzato o evitato, c’è bisogno di ripartire dal basso, riproponendo anche in campo culturale uno stile fatto di condivisione e ascolto, definendo cammini comuni in cui ogni voce abbia il suo spazio e nessuno resti indietro. È questo il primo contributo che un progetto come questo può offrire alla comunità locale, il primo beneficio per la nostra collettività.

Una Casa della Cultura fatta di pietra non è una premessa ma un punto di arrivo, un traguardo che vogliamo tagliare insieme, associazioni, enti, singoli cittadini e chiunque voglia dare il proprio contributo a questo network di pensiero: un obiettivo che sia frutto delle idee di tutti e di una cooperazione spinta ed esemplare.

Un obiettivo a medio-lungo termine che guarda al futuro attraverso il presente. Una casa che sia abitazione ma anche dimora; che sappia essere nido, che rappresenti autorevolezza, che abbia la forza di donare stabilità e la dolcezza che rappresenta la familiarità, che sappia trattenere e allo stesso tempo lasciare andare.

Per questo e per altri innumerevoli motivi, immaginiamo – e costruiremo – una Casa della Cultura che:

  • come un NIDO allevi le idee giuste, cercando nella forza della pluralità il dinamismo giusto per rendere vivo ogni progetto, ogni evento, ogni frammento di cultura;

  • veda nei rapporti personali ed associativi una FAMILIARITÀ che sia il sale di una corresponsabilità che viva nel profondo rispetto, abbandonando un individualismo che mal si coniuga con l’idea di cultura;

  • rappresenti il luogo – non esclusivo ma inclusivo – in cui la cultura sia apprezzata e rispettata sempre come se quello spazio rappresentasse l’AUTOREVOLEZZA di una casa nobile di ogni cultura, di tutte le culture;

  • sia un luogo sempre APERTO, che venga oggettivamente riconosciuto come tale; che sappia essere ACCOGLIENTE come la casa delle associazioni e di tutti coloro che vogliono abitarla; che sappia TRATTENERE e CONTENERE ogni idea e ogni persona, e che allo stesso tempo sappia LASCIARE USCIRE il meglio.

  • Sia un luogo dove le idee di ognuno siano il patrimonio della comunità, trovando il supporto non solo di idee ma di raccolta di risorse, materiali e immateriali fatta dal supporto di tutti, singoli e altre associazioni, facendo così rete e catalizzatore per uno sviluppo culturale che promuova la crescita della città.

Questo Manifesto è il primo frutto di un confronto avviato tra realtà associative operanti nel territorio di Fondi, aventi sensibilità, statuti e finalità diverse ma pronte a mettersi in discussione e ad operare congiuntamente per raggiungere un obiettivo condiviso: la creazione di uno spazio, prima astratto poi sempre più concreto, per vivere e promuovere la cultura, in ogni sua accezione. Prima ancora, tuttavia, intende rappresentare un modo nuovo di collaborare e di porsi nei confronti di tutti gli attori che, a vario titolo, saranno coinvolti e/o protagonisti man mano che il Progetto prenderà forma e sostanza.

I firmatari del presente documento si impegnano quindi a lavorare perché questo sogno diventi realtà, rispettando i principi di lealtà, condivisione e collaborazione che lo ispirano e che dovrebbero stare alla base di qualsiasi idea di CULTURA.

 

Cristina Gattamorta

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