"Mai più": al via da Monte San Biagio il viaggio della memoria di Bertol Brecht

Si prosegue a Fondi dal 26 al 31 gennaio

| di Bertolt Brecht
| Categoria: Comunicati Stampa
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Inizia da Monte San Biagio il viaggio della memoria del Teatro Bertolt Brecht di Formia  con il titolo simbolico “Mai più”. 

In occasione della Giornata della memoria il collettivo formiano porta in scena gli spettacoli prodotti dedicati alla Shoa e promuove un cartellone di eventi per mantenere viva la coscienza civica. Perché, se si vuole, la storia si può cambiare.

Lo spettacolo “La Valigia dei destini incrociati” scritto da Alessandro Izzi per la regia di Maurizio Stammati in scena con Chiara Di Macco, Lello Serao e Gianluca Cangiano, nato per raccontare la Shoa ai ragazzi, sarà il 21 gennaio all’IC Giovanni XXIII di Monte San Biagio, il 22 gennaio a Cotignola, il 26 e 27 gennaio a Fondi e il 31 gennaio a Castellammare.

“Zingari Lager”, invece, farà tappa il 23 e 24 gennaio a Lecco e Pasturo, il 30 al museo ebraico di Fondi per la drammaturgia sempre di Izzi e in scena Maurizio Stammati con le trascinanti musiche zigane dal vivo dei Taraf de Metropolitana. Il gruppo, in sintonia con il testo, proverà a raccontare e ricordare la Porrajmos, l’olocausto del popolo rom.

Dal 26 al 31 gennaio un intenso ed affascinante programma di eventi ad ingresso libero a Fondi grazie al bando a sostegno di iniziative per la costruzione di un archivio della memoria storica del Lazio della Regione in collaborazione con l’amministrazione comunale e il Parco dei Monti Ausoni e lago di Fondi.

Spettacoli teatrali, concerti, mostre, presentazioni di libri in diverse location della città per provare a raccontare la Shoa tra teatro, musica e letteratura per dire insieme: “mai più”.

“Il razzismo - afferma il direttore artistico Maurizio Stammati - come la calunnia, è un venticello sottile che si insinua tra le fessure delle coscienze, inebria gli stolti, rende trionfi i gradassi e i potenti senza scrupoli . Pensiamo sia indispensabile oggi più che mai ricordare lo sterminio di circa 11 milioni di persone considerate cancellabili per il solo fatto di appartenere ad un’altra etnia. Il nostro grido di dolore per quella immane tragedia non si placa con il passare del tempo anzi guarda con orrore i porti chiusi e i muri che si erigono. Nelle scuole, nei teatri, nelle piazze continueremo a raccontare la tragedia della shoah come monito alle generazioni future affinché siano sentinelle di pace di inclusione e tolleranza . Conosciamo una sola razza quella umana”.

Bertolt Brecht

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