Giallo tra la Germania e l’Italia

| di Veronica Ghiraldo
| Categoria: Cronaca
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Il suo nome era Arcangelo Covele, di origine fondana, viveva in Germania dove si era rifugiato molte volte a causa di problemi di tossicodipendenza e dove, nella stessa nazione, aveva passato gli ultimi mesi in un carcere prima e poi in una clinica proprio per disintossicarsi.

Aveva una compagna, Claudia Maier, della quale parlava spesso con la famiglia quando, ogni mattina faceva la solita telefonata per parlare dei suoi progetti e di quanto fosse intenzionato a riprendersi la sua vita. Ma purtroppo le cose non sono andate così, ma addirittura peggio.

Infatti, pochi giorni fa la famiglia di Arcangelo ha avuto notizia dai carabinieri della città di Fondi, della sua morte, morte che rimane avvolta nel mistero perché risale ben al 18 luglio giorno in cui, però la famiglia ha sentito l’uomo che aveva richiesto una ricarica telefonica. Da quel giorno più niente e, alcuni giorni dopo, quando i Covele hanno contattato la Maier per avere notizie si sono sentiti rispondere che, finalmente, era stato incarcerato e che lei non aveva più nulla a che fare con lui. Insomma, ora la famiglia si ritrova in una spiacevole situazione: non si sa di preciso come è morto né quando è morto Arcangelo, non si potrà mai sapere il come perché l’uomo è stato immediatamente cremato forse per nascondere qualcosa successa in commissariato.

Quello che la famiglia vuole è sapere come, quando e perché e di questo se ne stanno occupando i carabinieri, scopo principale è però quello di riavere le ceneri dell’uomo perché possa riposare nella sua città natale. 

Veronica Ghiraldo

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