Operazione "Promotor Fidei": Martone torna ai domiciliari grazie all'istanza presentata dall'avvocato Raso

| di La Redazione
| Categoria: Cronaca
STAMPA

Fotogallery: clicca sulle immagini per ingrandirle

printpreview

Non ha mai lasciato la sua abitazione Antonio Martone, il 60enne di Fondi arrestato nel mese di ottobre 2016 nell'ambito dell'operazione “Promotor Fidei” perché accusato di fare parte di un'associazione internazionale di narcotrafficanti e poi, dopo un lungo periodo ai domiciliari, tornato in carcere per non aver risposto al controllo dei carabinieri. Un episodio, quest'ultimo, che risale al primo settembre. Tutta colpa del citofono wireless e di un appartamento distribuito in maniera tale che, nel lato notte, sia praticamente impossibile sentire se qualcuno bussa alla porta. Quella sera però a bussare erano stati i carabinieri e la mancata risposta al citofono è costata al Martone il ritorno in carcere.

Nella giornata di ieri, a seguito dell'istanza presentata dall'avvocato Guglielmo Raso, il gip del Tribunale di Roma Giovanni Giorgianni (in sostituzione del gip Vilma Passamonti), ha concesso nuovamente i domiciliari al 60enne. Il legale, richiamando una sentenza della Cassazione, ha infatti dimostrato come il solo atto di citofonare a casa di una persona sottoposta alla misura cautelare dei domiciliari non sia sufficiente per dimostrarne l'allontanamento. Antonio Martone, infatti, non si era mai allontanato ma stava semplicemente dormendo come dichiarato anche dai suoi familiari.

L'uomo, accusato di aver avuto un ruolo chiave nell'importazione di ingenti quantità di cocaina dal Brasile, è dunque tornato a casa. Al fondano, stando a quanto rilevato dalle indagini, era stato chiesto in particolare dall'associazione di narcotrafficanti di portare dal Sud America 100 mila euro in banconote da 500 euro per l’acquisto di un grosso carico di cocaina. La missione però saltò a causa del famoso incendio divampato nel giugno del 2015 al Terminal 3  di Fiumicino. Durante l'interrogatorio il fondano aveva spiegato di aver accettato l'incarico soltanto per soldi in quanto negli ultimi anni si era trovato in gravi difficoltà economiche ma di non aver mai visto né toccato in vita sua della cocaina

La Redazione

Contatti

redazione@fondinotizie.net
mob. 393.3919141
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK