Nel rivolgere a tutte e a tutti voi gli auguri per le festività, sento il bisogno di fermarmi e guardare con sincerità al momento che stiamo attraversando. È un tempo difficile, tormentato, segnato da guerre, dolore e incertezze che pesano sulle nostre coscienze. Un tempo che non ci consente distrazioni né indifferenza.
Guardare al nuovo anno non è semplice. Significa fare i conti con un mondo che sembra aver smarrito il senso del limite, il significato più profondo dell’umanità. La speranza non è un sentimento facile né rassicurante, eppure resta un desiderio fragile e ostinato: che il 2026 possa soprattutto riportare al centro il valore della vita.
Accanto alla pace, sentiamo forte il bisogno di giustizia sociale, di diritti e di sicurezza vera, quella che nasce dall’uguaglianza e dalla solidarietà, non dalla paura e dall'esclusione.
Le festività natalizie ci richiamano ai valori che sono il cuore della nostra identità: la libertà che non si negozia e la pace che si costruisce ogni giorno. Sono gli stessi principi che hanno animato la Resistenza, donne e uomini che seppero scegliere da che parte stare, a costo della propria vita. Appartenere a questa Storia significa sentirla come una responsabilità ma anche come un abbraccio.
L’augurio è di proseguire insieme questo cammino e che ogni gesto quotidiano, anche il più semplice, possa diventare un segno di cura, un atto di resistenza gentile, un piccolo ma concreto passo verso una società più giusta e umana.
Con affetto e stima,
Giovanna Sposito, presidente sezione ANPI Fondi “Pietro Ingrao”