Venerdì 20 febbraio alle 18.00, presso il salone di Palazzo Caetani, in Corso Appio Claudio 3 a Fondi, avrà luogo un incontro sul tema della pace che vedrà intervenire, nella figura di relatore, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, professore di Storia della Pace all’Università di Roma Tre e da sempre molto legato alla città di Fondi.
L’appuntamento, che vede il patrocinio del Comune di Fondi, del Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e del comitato promotore della Casa della Cultura è stato fortemente voluto da diverse realtà del territorio come AGESCI – Scout Fondi 1, ANPI sezione di Fondi Pietro Ingrao, ARS – Arte, Ricerca e Sperimentazione, l’Azione Cattolica diocesana di Gaeta e delle parrocchie di Fondi, l’associazione culturale intitolata a Vittorio Bachelet, l’associazione Lazio Nuovo, il circolo intercomunale di Legambiente, il presidio di Libera, l’associazione di cultura politica Obiettivo Comune, la Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi di Gaeta e “Un ponte per”.
L’evento avrà luogo a quasi quattro mesi esatti dalla manifestazione cittadina per la pace promossa da molte sigle associative insieme alle scuole del territorio. Ma, soprattutto, rappresenta l’ennesimo incontro che vede collaborare un insieme di realtà associative che, al di là della diversità di mission e di iniziative promozionali, hanno deciso di portare al centro del dibattito pubblico un grande tema che ha risvolti tanto sull’internazionale quanto sul locale, ovvero la pace.
“La Pace è ancora possibile?” A questa grande domanda dovrà rispondere il professore universitario e presidente della Comunità di Sant’Egidio.
Marco Impagliazzo (Roma, 1962) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dal 2018, dopo aver insegnato all’Università per Stranieri di Perugia. Storico del Mediterraneo contemporaneo, ha studiato l’Algeria postcoloniale e i rapporti tra Chiesa cattolica e mondo musulmano, pubblicando Duval d’Algeria (1994) e Algeria in ostaggio (1997). Ha poi approfondito il genocidio armeno con Una finestra sul massacro (2000) e Il martirio degli armeni (2015), collegando il tema a nazionalismo, guerra e conflitti religiosi. Si è occupato della storia religiosa di Roma e d’Italia, analizzando la ricezione del Concilio Vaticano II (La nazione cattolica, 2004) e il ruolo della Chiesa nel Novecento. Ha studiato il pontificato di Giovanni Paolo II e le reazioni alla sua elezione (Shock Wojtyla, 2010). Tra i temi centrali anche minoranze e memoria: le leggi razziali a Roma, le comunità rom e sinte, le migrazioni e i processi di integrazione in Europa. È stato premiato con il “Minturnae” (2003) e “Hrant Dink” (2011). Attualmente insegna anche Storia della Pace. Nel 2025 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”.