Ieri, giovedì 19 marzo 2026, presso Palazzo Caetani si è tenuto l’incontro pubblico "C’è chi dice NO" organizzato dal Comitato 'Società civile per il NO' di Fondi , un appuntamento che ha visto affluire una folla di cittadini riempiendo la sala del Palazzo, a testimonianza di un territorio che non si rassegna e che sceglie di riprendere in mano il proprio futuro.
A moderare l’incontro, il giornalista Simone Nardone, presidente di Obiettivo Comune, voce nota per il suo impegno nella divulgazione che, con competenza e autorevolezza, ha guidato il dibattito, dando spazio a ciascun relatore.
Mentre tra i relatori, Paolo Bertollini, giudice del Tribunale di Latina, ha portato una testimonianza fondamentale sull’indipendenza della magistratura e sulla necessità di difendere la giustizia come pilastro della democrazia. Un intervento che ha ricordato a tutti come la legalità sia il fondamento di ogni società civile.
L’avvocata Patrizia Menanno ha portato la sua esperienza per riflettere sul ruolo della legalità e della giustizia come strumenti di democrazia.
La scrittrice Daniela Padoan, presidente dell’associazione "Libertà e Giustizia", ha contribuito con un intervento sul valore della memoria storica e dei diritti civili, sottolineando come la cultura sia uno strumento di lotta per la giustizia sociale.
Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi, ha portato la voce delle giovani generazioni, troppo spesso escluse dal dibattito pubblico, ma sempre più consapevoli dei diritti che spettano loro, delle battaglie da portare avanti e di essere la generazione più colpita dalle ingiustizie.
Ed infine Natale Di Cola, segretario generale CGIL Roma e Lazio, ha sottolineato il ruolo delle lavoratrici e dei lavoratori come motore del cambiamento. Con parole appassionate, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di politiche che mettano al centro i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, contro ogni forma di sfruttamento e precarietà.
Una sala piena a dimostrare che la vera politica si fa con la partecipazione diretta e il coinvolgimento di chi ci vive ogni giorno.
Un’iniziativa nata davvero dal basso, pensata per i cittadini, non riempita grazie alla solita logica clientelare o di bottega, bensì con l’unico obiettivo di ridare protagonismo a chi troppo spesso viene lasciato fuori dal dibattito.
Fondi non è sola, e la sua gente sa riconoscere quando una scelta è davvero dalla parte dei cittadini.