Il libro “lo scultore” del fondano Vittorio Pecchia tra i cinque finalisti del premio nazionale letterario “Santa in Giallo” 2026

La Redazione
12/08/2026
Arte
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Un’altra importante soddisfazione per Vittorio Pecchia e per il suo thriller inedito “Lo Scultore”, che approda tra i cinque finalisti del Premio Nazionale Letterario “Santa in Giallo” 2026, prestigiosa manifestazione dedicata al giallo, al noir e alla narrativa d’indagine, che si svolge nella suggestiva cornice di Santa Margherita Ligure.

Un riconoscimento particolarmente significativo per un’opera ancora inedita, che continua a raccogliere apprezzamenti e consensi nel panorama letterario nazionale.

Dopo essere stato tra i finalisti del Concorso Letterario “Garfagnana in Giallo”, dove “Lo Scultore” si è recentemente classificato al quarto posto, il romanzo di Vittorio Pecchia conquista dunque un altro prestigioso traguardo, entrando nella rosa dei cinque finalisti di un premio che vede ogni anno la partecipazione di numerosi autori e opere di rilievo.

A rendere ancora più importante questo risultato è il contesto nel quale si inserisce: tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano infatti autori affermati della narrativa italiana, importanti gruppi editoriali e prestigiose case editrici indipendenti.

Essere arrivati fino a questo punto, per un romanzo ancora inedito, rappresenta quindi motivo di grande orgoglio e conferma la forza di una storia che, attraverso le atmosfere del thriller e del noir, conduce il lettore nelle strade di Roma sulle tracce di un misterioso assassino che si definisce “Lo Scultore” e trasforma le sue vittime in inquietanti opere d’arte.

Due finali consecutive, due importanti riconoscimenti e, soprattutto, la consapevolezza che “Lo Scultore” sta trovando il suo spazio e suscitando l’interesse di giurie qualificate. Ora non resta che attendere l’esito finale del Premio “Santa in Giallo” previsto per domenica 27 settembre.

Nota dell’autore

Lo Scultore è un thriller ambientato a Roma che prende avvio da una serie di omicidi compiuti da un serial killer che trasforma le proprie vittime in inquietanti opere d’arte ispirate alla scultura classica. A indagare sul caso sono il commissario Gianmarco Ippoliti e Stefano Freddi, un ex commissario e criminologo caduto in disgrazia dopo una tragedia personale.

In realtà, però, questo romanzo non parla soltanto di delitti e indagini. Attraverso il personaggio di Stefano ho voluto raccontare una realtà che spesso preferiamo ignorare: quella delle persone senza fissa dimora. Troppo spesso le vediamo senza davvero guardarle, dimenticando che dietro ogni volto esistono una storia, delle ferite e una dignità che meritano rispetto. Stefano è un uomo che ha perso tutto, ma che conserva ancora la forza di rialzarsi. Per questo, accanto alla suspense e al mistero, il romanzo affronta temi come il dolore, l’emarginazione, la resilienza e la speranza. Se, arrivato all’ultima pagina, il lettore avrà provato non solo tensione e curiosità, ma anche un po’ più di empatia verso chi vive ai margini della società, allora sentirò di aver raggiunto il mio obiettivo.

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