Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte di un cittadino fondano che raccoglie ed evidenzia alcune forti criticità circa i tempi di spedizione delle bollette del servizio idrico.
Ormai da tempo alle famiglie fondane, ai titolari delle bollette idriche emesse dalla società Acqualatina per richiedere i relativi pagamenti, vengono recapitate usualmente tramite il servizio postale oltre il decimo giorno successivo dalla scadenza riportata in bolletta.
Per essere precisi pubblico gli estremi della bolletta di euro 130,74 emessa da Acqualatina il 6 agosto 2026 e recapitata al sottoscritto l'11 settembre 2026 con data di scadenza di pagamento 01/09/2026.
Ma tale circostanza assume contorni del tutto inverosimili poiché qualche giorno dopo tramite messaggio telefonico sms da parte della Sagres Spa, per conto di Acqualatina S.p.A. si comunica letteralmente: ”per importanti comunicazioni amministrative per la pratica indicata la invitiamo a chiamarci al numero riportato”.
Da ciò si presume che già giorni prima del recapito della bolletta con la scadenza retrodatata indicata, la società Acqualatina dà mandato alla Sagres Spa di esigere il relativo pagamento , pena l'interruzione della erogazione dell'acqua.
Oltre tale incomprensibile procedura, si evidenzia come le fasce di popolazione più disagiate, con redditi minimi, quanto possibili, con pensioni alla fame, siano private a tutt'oggi, con le recenti disposizioni amministrative emanate dal nuovo consiglio d'amministrazione di richieste di rateizzazioni per pagamenti di bollette di medio importo (euro 130.00/150.00).
Il riferimento è alla mia precedente bolletta di euro 125,07 con scadenza 29 maggio 2026 per la quale fu respinta la richiesta di rateizzazione (seppur in 2 uniche rate), in ragione della nuova normativa amministrativa.
Disposizioni di gestione amministrativa che si pongono del tutto in violazione di ragioni di buon senso civico, di considerare l'uso della risorsa idrica come diritto umano fondamentale, sancito dalla Costituzione, riconosciuto dall'ONU come essenziale per una vita dignitosa, di tutela della salute, dell'ambiente.
L'acqua appartiene alla comunità intera e non può essere elemento di logiche di mercato privato, di profitto, di conculcazione di diritti umani fondamentali.
La nuova maggioranza comunale, l'intero Consiglio comunale, espressione della rappresentanza popolare, non possono restare indifferenti di fronte a tale ingiustizia, lesiva della dignità di vita della intera cittadinanza, delle fasce più esposte dal punto di vista sociale, economico, finanziario.
Gianfranco Antonetti