Onlus e raccolta fondi, non sempre in buona fede

Veronica Ghiraldo
27/09/2013
Attualità
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Dopo il caso emerso a Ponza di un uomo che raccoglieva fondi per una Onlus inesistente, è venuto il dubbio supremo che, forse non accade solo lì. Le motivazioni di tali pensieri sono molte e sembrano sempre più fondate. Molte volte non ci si fa caso perché, in fondo, le Onlus servono per salvare vite umane o comunque fare ricerche per un obiettivo nobile.

A Fondi, però, molto spesso, i cittadini si sono imbattuti in persone che non si sono fermate davanti a niente e suonando i campanelli hanno chiesto del denaro ai cittadini, molto spesso anziani che, dopo aver ascoltato mille chiacchiere hanno lasciato del denaro credendo di fare del bene. Ovviamente la loro coscienza è pulita ma altrettanto non si può dire dei loschi individui che, approfittando delle sciagure delle altre persone, molto spesso infatti si spacciano per associazioni che aiutano i bambini malati, si fanno rilasciare del denaro.

Le accortezze che si possono dare ai cittadini che si imbattono in queste persone poco affidabili sono poche ma, indubbiamente, c’è il fatto che, chi richiede del denaro, se appartiene davvero ad una onlus, è tenuto a lasciare una ricevuta che attesti la donazione fatta. Non chiede una somma prestabilita ma una donazione a coscienza del cittadino e da tutte le informazioni.

Insomma, piccole accortezze che dovrebbero aiutare la tutela dei cittadini ma che, ovviamente, non devono allontanarlo dalle buone azioni. Per aiutare le associazioni ormai ci sono siti internet ma anche le sedi ufficiali, insomma, tutelarsi è un bene ma continuare a sostenere è una necessità. 

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