La crisi del pronto soccorso

Veronica Ghiraldo
28/04/2013
Cronaca
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Come abbiamo già detto nei giorni scorsi, l’ospedale di Fondi San Giovanni di Dio non è in ottime condizioni. Reparti chiusi, pochi finanziamenti, servizi sempre minori e personale lasciato a casa. Questo è lo spettacolo che si presenta ma, ad oggi, il pronto soccorso è la struttura che desta più preoccupazioni.

Già un po’ di tempo fa circolavano voci su una possibile chiusura della struttura che però, tra vari sforzi continua a tirare avanti. Il problema principale è che per prestare soccorso immediato alle persone che giornalmente si recano nella struttura ci sono solo pochissimi medici e infermieri. Di medici se ne contano due di quelli effettivi e altrettanto basso è il numero di infermieri che possono collaborare.

Il pronto soccorso versa dunque in condizioni disperate. Tutto questo ha alla base un unico problema, non arrivando i fondi necessari ad assumere più personale allora si lascia il tutto in balia delle condizioni più disparate.

Questa situazione si ripercuote, ovviamente, sui pazienti. Chi si reca al pronto soccorso sa in anticipo che le ore di attesa saranno molte. Codice rosso, giallo o bianco, poco importa. Il personale è quello che è e purtroppo non si può fare molto. Ma, il problema ha ripercussioni anche sui medici stessi, lo scorso anno, ad esempio, nei giorni di ferragosto, vi sono stati addetti che hanno fatto turni anche per trentasei ore di fila pur di mandare avanti una struttura e aiutare i pazienti. Ovviamente, il tutto è finito con un malessere del medico stesso.

Una situazione alquanto distruttiva sia per chi lavora nell’ospedale che non è in grado, a causa di forza maggiore, di svolgere il suo lavoro in maniera esaustiva e anche sui pazienti che, purtroppo, a causa di tagli governativi si ritrovano  a non poter essere assistiti come di loro diritto.

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