Partecipa a FondiNotizie.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Abbonamenti Roma, boom di richieste: 20 mila tessere in quattro giorni

Condividi su:

Ci sono estati in cui il termometro di una tifoseria non si misura sugli spalti, ma sui contatori della biglietteria. Quella del 2026, per la Roma, è una di queste. La campagna abbonamenti per la stagione 2026-27 si è aperta da pochissimo e ha registrato numeri che raccontano un fenomeno più ampio di una semplice previsione di incasso: 11 mila rinnovi nel primo giorno, oltre 20 mila tessere sottoscritte in quattro giorni, una crescita intorno al 20% rispetto all'anno precedente.

Il tetto fissato dal club è di 40 mila abbonamenti, una soglia che serve a lasciare disponibilità per la vendita libera nelle singole partite. Il dato che colpisce, però, è quello che precede l'apertura della campagna: circa 40 mila tifosi avevano diritto di prelazione e altrettanti si erano iscritti alla lista d'attesa, per un totale di ottantamila persone. 

Cosa spinge una domanda di questa portata

Le ragioni del boom, oltre alla grande passione che da sempre contraddistingue i tifosi giallorossi, sono diverse. La prima è sportiva: il terzo posto in Serie A conquistato con 73 punti ha riportato la Roma in Champions League, e il ritorno nella massima competizione europea porta con sé quattro serate interne che i tifosi non vogliono perdere. L'abbonamento, in questi casi, diventa anche uno strumento pratico, perché garantisce la priorità nell'accesso ai biglietti delle gare che contano.

La seconda ragione è simbolica e riguarda il calendario: la stagione che si apre è quella che porta al centenario del club, fondato nel 1927. Le celebrazioni sono già cominciate e accompagneranno tutto l'anno sportivo. Per una tifoseria che fa della memoria un tratto identitario, esserci nell'anno del secolo ha un valore che non si riduce al conto delle partite.

La terza è la fiducia nel progetto tecnico. Dopo una prima stagione chiusa sul podio, l'allenatore ha chiesto pubblicamente al club di completare la rosa, e la risposta del pubblico è arrivata prima ancora che il mercato producesse acquisti. Chi vuole seguire da vicino l'evoluzione della stagione, trova tutte le principali notizie sulla Roma su forzalupi.it, portale di approfondimento che ormai è diventato il punto di riferimento assoluto tra tutti i tifosi della Roma e gli appassionati di calcio in generale.

Il tifo come dato economico, non solo come folklore

Nel racconto comune il tifo resta una questione di passione, e va bene così. Ma nei bilanci dei club è una voce che si misura, e la Roma è uno dei casi italiani in cui pesa di più. Il matchday, cioè l'insieme dei ricavi generati nei giorni di gara tra biglietteria, abbonamenti, hospitality e servizi allo stadio, è storicamente la voce in cui il calcio italiano resta indietro rispetto a Premier League e Bundesliga, e il motivo principale è strutturale: quasi tutti i club giocano in impianti pubblici, spesso datati, con spazi commerciali limitati.

Una tifoseria che riempie lo stadio quarantacinque volte l'anno, tra campionato, coppe e amichevoli, cambia questa equazione. È la ragione per cui il progetto del nuovo impianto di Pietralata, approvato dall'Assemblea Capitolina nel marzo 2026, prevede una capienza di circa 60 mila posti e spazi pensati per funzionare tutti i giorni della settimana, dal museo allo store fino alle aree di ospitalità. Uno stadio nasce dalla domanda: e la domanda, a Roma, si vede nei numeri della lista d'attesa.

La Curva Sud e la fabbrica delle tradizioni

C'è poi una parte del tifo che nessun bilancio riesce a contabilizzare. La Curva Sud dell'Olimpico è una delle poche curve europee in cui il repertorio dei cori funziona come una tradizione orale: melodie riprese dalla musica popolare romana, testi che si tramandano tra generazioni, cori dedicati a giocatori che hanno smesso di giocare vent'anni fa e che continuano a essere cantati.

Nel progetto del nuovo stadio è prevista una curva da oltre ventimila spettatori, tra le più capienti d'Europa. È una scelta architettonica che ha un significato preciso: la capienza di un settore determina la sua acustica e la sua capacità di coordinare il tifo, e i club che hanno costruito impianti nuovi in questi anni hanno dovuto decidere se privilegiare i posti premium o gli spalti popolari. La Roma, su questo, ha fatto una scelta di campo.

Vale la pena ricordare che l'attaccamento non si misura solo nei momenti buoni. Nelle stagioni difficili degli anni recenti, con piazzamenti lontani dalle attese, la media spettatori all'Olimpico è rimasta tra le più alte d'Italia. È un dato che spiega perché il club, quando pianifica, può contare su una base di ricavi meno esposta all'andamento dei risultati rispetto ad altre realtà.

Un anno che vale più di una stagione

Tirando le somme, si capisce perché quella che sta per cominciare non sia una stagione qualsiasi. Il ritorno in Champions porta le serate europee, il centenario porta le celebrazioni, il dossier stadio entra nella fase in cui si decide il cantiere. E il pubblico, che di solito arriva dopo i risultati, questa volta è arrivato prima.

Resta da vedere cosa succederà sul campo, dove le variabili sono altre e dove nessun entusiasmo garantisce punti. Ma il messaggio arrivato dalla biglietteria nelle prime settimane di luglio è arrivato forte: la Roma, nell'anno che porta ai suoi primi cento anni, ha una tifoseria che ha già deciso di esserci. Ottantamila richieste per quarantamila tessere sono il modo più concreto per dirlo.

Condividi su:

Seguici su Facebook