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Il test del DNA per ricostruire il proprio albero genealogico

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Ricostruire il proprio albero genealogico è un desiderio di molti, soprattutto di coloro che non hanno informazioni esaustive sui propri antenati. Oltre a cercare notizie online, analizzando siti web con archivi storici e miliardi di dati personali, oggi è possibile affidarsi a una nuova metodologia. Il test del DNA, infatti, può essere utile a chi desidera ricostruire il proprio albero genealogico e sapere qualcosa in più sull’evoluzione della propria famiglia.

Che cos’è il DNA?

Il DNA o Acido Desossiribonucleico è un acido nucleico che contraddistingue ognuno di noi. Contiene, infatti, tutte le informazioni genetiche; è la nostra eredità. E, come ogni eredità, viene trasmesso ai discendenti, di generazione in generazione.

Ecco quindi che avere delle informazioni sul proprio DNA può essere utile a capire meglio chi si è e da dove si viene.

A cosa serve il test del DNA?

Il test del DNA consente di:

● scoprire le proprie origini genetiche: tramandandosi di generazione in generazione, il DNA di una persona contiene una piccola parte del DNA del proprio bisnonno, ad esempio. Il test in questo senso può servire a circoscrivere le aree geografiche e le etnie identificabili con ogni piccola porzione di DNA;

● trovare parenti lontani o sconosciuti: confrontare il proprio DNA con quelli presenti e già caricati nelle varie banche dati mondiali consente di individuare familiari di cui non si sapeva l’esistenza o che, pur conoscendoli, non si riuscivano a localizzare;

● prevenire malattie genetiche: il test del DNA è in grado di rivelare eventuali allergie e predisposizioni genetiche a certe malattie. Tali predisposizioni però non significano che le malattie si verificheranno con certezza in futuro, anzi;

● confermare la paternità: attraverso il test del DNA, infatti, è possibile confermare o negare che la persona con cui il proprio DNA viene confrontato sia effettivamente il proprio padre biologico.

Come fare il test del DNA?

Molti siti e piattaforme online si sono attrezzate per offrire servizi di test del DNA economici. Tra questi, compaiono alcuni dei principali siti web che aiutano a cercare i propri avi, come MyHeritage o Ancestry, e altri siti minori. Su Amazon, inoltre, ci sono diversi fornitori che vendono dei kit a prezzi contenuti, che si possono effettuare direttamente a casa propria.

Bisogna specificare che non tutti i test sono uguali. Solitamente i più comuni si trovano in vendita sotto i 100 euro e rientrano nella categoria dei test autosomici: sono quindi accessibili sia agli uomini sia alle donne e forniscono informazioni parentali fino a un massimo di 7 generazioni.

Con questa tipologia di test DNA non si scopre da dove vengono i propri antenati, ma dove vivono oggi le persone il cui DNA presenta alcuni tratti in comune. Si tratta di un’analisi utile, quindi, quando si desidera ricostruire il proprio albero genealogico; un po’ meno efficace, invece, quando lo scopo è individuare elementi legati a patologie o a situazioni che necessitano di maggiori approfondimenti. Se il proprio DNA contiene un 5% di origini greche significa semplicemente che alcune persone attualmente stabili nell’area mediterranea possiedono la stessa porzione di DNA.

Come funziona il test del DNA?

Partiamo dal presupposto che le modalità specifiche per effettuare il test possono variare in base all’azienda a cui ci si affida. Indicativamente, dopo aver fatto l’ordine online, il kit arriva direttamente a casa. All’interno si trova un contenitore in cui è opportuno inserire un po’ di saliva oppure una raccolta di cellule (ottenute sfregando l’interno della guancia con una specie di cotton-fioc). Non resta altro da fare che inviare il proprio campione al laboratorio, creare un account sul sito dell’azienda o comunque tenere monitorare le email e attendere il caricamento dei dati.

A propria discrezione, nonché libera scelta, ognuno può poi decidere se dare il proprio consenso alla condivisione del proprio DNA per individuare gli altri DNA affini o meno. In alcuni casi si può anche partecipare a un progetto di ricerca, in cui il proprio DNA viene analizzato in forma anonima.

Il caso Momondo

Nel 2016 il motore di ricerca viaggi danese Momondo ha diffuso un video, legato ad un concorso, che ha ottenuto quasi 20 milioni di visualizzazioni. Cosa si vedeva in quei 5 minuti? A partire dai pregiudizi che ognuna delle 67 persone intervistate dichiarava inizialmente, l’obiettivo era dimostrare come, in fin dei conti, siamo tutti cittadini di un unico mondo, con tratti caratteristici diversi, appartenenti anche a quelle nazionalità e culture che personalmente più di tanto non apprezziamo. Come è stato dimostrato tutto ciò? Con dei test del DNA, a cui si sono sottoposti gli intervistati. Al di là della concreta attendibilità dei risultati ottenuti, il video ha suscitato forti emozioni, sia tra i partecipanti che tra gli spettatori. Ciò significa che, in qualche modo, tutti quei test del DNA sono serviti… A rompere le barriere razziali.

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