Venditti e De Filippis sul Consiglio comunale: “I numeri prevalgono sulla giustizia”

| di Camminare Insieme
| Categoria: Comunicati Stampa
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Avevamo detto che “Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo messi male”. E oggi, purtroppo, abbiamo dovuto assistere ad una nuova prova di forza da parte della maggioranza a trazione Maschietto-Mastrobattista. Il primo, “dopo aver conosciuto meglio, nelle settimane passate, i componenti e le competenze dei membri della giunta”, per tutto l’arco della seduta si è limitato soltanto a leggere in diretta streaming le deleghe assessorili già assegnate nei giorni scorsi. Il secondo è stato il vero protagonista della mattinata vissuta nell’Aula “L. Einaudi”.

Sappiamo bene che il fulcro della seduta odierna, motivo per cui è stato convocato il Consiglio Comunale su richiesta da parte del nostro consigliere Salvatore Venditti e dei consiglieri Luigi Parisella, Luigi Vocella, Tiziana Lippa, Franco Cardinale e Stefano Enea Guido Marcucci, era l’istanza in autotutela. Prima di arrivare al nocciolo della questione, però, abbiamo dovuto assistere ad una pseudo lectio magistralis di Diritto Amministrativo da parte del Presidente del Consiglio, che in un passaggio citava il suo stimato collega avv. Ermanno Martusciello. Dopo la lunga arringa dell’avv. Mastrobattista, il consigliere Venditti ha potuto esporre le ragioni su cui si fonda l’istanza in autotutela presentata giorni fa e il parere pro-veritate del già citato avv. Martusciello. Secondo quest’ultimo e secondo noi di Camminare Insieme, nella seduta del 24 ottobre scorso, Raniero de Filippis non poteva essere dichiarato incompatibile ai sensi del decreto Legislativo 267 del 2000, in quanto la sua posizione non rientra in nessuna di quelle elencate dalla legge. E nemmeno ai sensi del Decreto Legislativo 39/2013 poteva essere dichiarato decaduto dalla carica di consigliere in quanto dirigente regionale, perché la persistenza di tale situazione, se non risolta in 15 giorni, tempo che gli spettava per legge e che non gli è stato concesso, avrebbe portato ALLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO DI LAVORO. Mai il Conflitto di interessi, disciplinato dal decreto legislativo, avrebbe portato alla decadenza da consigliere.

Perché, e questo è un passaggio cruciale, Raniero de Filippis non è incompatibile ai sensi della legge Severino, bensì SOLO IN CONFLITTO DI INTERESSI.

 

Ad ogni modo De Filippis aveva rimosso la causa di conflitto di interessi, mettendosi in aspettativa non retribuita già dal 23 ottobre 2020. E questa aspettativa GLI ERA DOVUTA per legge, ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000, per tutta la durata del mandato. Non vi era possibilità alcuna che fosse negata. Tant'è che la sua richiesta è stata processata nel giro di qualche ora, (e tutti noi conosciamo i tempi della macchina amministrativa italiana) appunto perché bisognava solo prenderne atto.

La parola tornava al Presidente del Consiglio che, come per magia, iniziava a parlare di “non convalida dell’elezione”, mentre un mese fa la maggioranza parlava di incompatibilità da parte di Raniero de Filippis. Delle due, una!

Fatto sta che, ancora una volta, la maggioranza tirava dritto e per alzata di mano bocciava l’autotutela.

 

Su circa un’ora di accesa discussione, però, nessun membro della maggioranza del centrodestra ha speso una parola a riguardo. L’unico a controbattere ai membri dell’opposizione è stato sempre e solo il Presidente del Consiglio. Allora la domanda sorge spontanea: abbiamo ragione noi a sostenere che questa sia la maggioranza Maschietto-Mastrobattista oppure i colleghi consiglieri e il signor Sindaco non hanno avuto nulla da dire su una situazione così grave? Delle due, una!

Alla luce di tutto ciò chiediamo alla maggioranza, ancora una volta, di non prendere in giro i cittadini e dire una volta per tutte che l’avv. Mastrobattista è il 18° consigliere di maggioranza, anche perché ha votato congiuntamente ad essi su tutti i punti all’ordine del giorno.

 

Sulla questione incompatibilità - De Filippis ci batteremo nelle sedi giudiziarie per vedere garantita la giustizia che la maggioranza consiliare ha voluto sfacciatamente calpestare. Non ci faremo intimidire dall'arroganza con cui sono soliti procedere i nostri avversari.

 

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