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Risvolti sul “caso” spiaggia di amianto

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Purtroppo non sono buoni i risvolti che si sono avuti in questi giorni sul problema dell’amianto sulla spiaggia. Quando la mareggiata che aveva coperto buona parte della spiaggia del litorale fondano che va da Capratica a Sant’Anastasia si era ritirata, erano affiorati detriti di amianto che popolavano la sabbia e le dune.

Questo amianto era stato collocato sulla spiaggia, si presume, già nel 2005 quando, grazie a un finanziamento regionale di un milione di euro, il Comune di Fondi aveva iniziato lavori per la riqualificazione della duna. Insomma, sono già otto anni che la popolazione fondana entra in contatto con l’amianto che si trova in un punto in cui non dovrebbe essere visto che è fuori legge. Qualche anno fa, infatti, una legge vietò l’utilizzo dell’amianto per ricoprire tetti di case e stalle e non solo: chi l’aveva già utilizzato doveva provvedere allo smantellamento chiamando ditte specializzate che avrebbero poi permesso lo smaltimento. Ma questo sembra valere solo per i lavori di cittadini privati perché, chi ha effettuato i lavori da parte del Comune, non ha fatto lo stesso. Ha preferito mettere a rischio migliaia di persone che vogliono solo godersi le proprie vacanze ma che, senza saperlo, ha respirato ed è venuta a contatto con sostanze nocive.

Ora, dopo le analisi effettuate dalla ASL di Frosinone, si ha avuto la certezza che l’amianto c’è. È sulle spiagge fondane ed è pericoloso. Ora, ad occuparsi della situazione, è intervenuta la Capitaneria di Porto di Gaeta che ha posto sotto sequestro la zona. Toccherà a loro trovare una soluzione a questo grave problema. 

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