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Quanti tipi di carte da gioco esistono in Italia?

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Se pensiamo ai giochi di carte in Italia, pensiamo automaticamente ad una delle tradizioni più importanti, perlomeno dal punto di vista del settore dell'intrattenimento, del nostro paese. Nonostante l'avvento di app e software per giocare non hanno affatto perso il loro smalto, tanto che, insieme alle slot diffuse online e ad altre attività di intrattenimento o svago, sono state introdotte anche nelle piattaforme di casinò digitali. Apparse nella nostra Penisola intorno alla seconda metà del XIV secolo, le carte da gioco in Italia si differenziano in base all'area geografica nella quale ci si trova. Nonostante occorra sottolineare che nel nostro paese solitamente si utilizza un mazzo di 40 carte suddivise in 4 semi differenti, in particolar modo al Nord c'è la possibilità di imbattersi anche in mazzi da 52. 

Questo non accade al Centro e al Sud, dove tra l'altro gli stili che vengono adottati sono molto più legati alle tradizioni del proprio territorio. Com’è facilmente intuibile, anche i semi nel corso della storia millenaria delle carte hanno subìto una serie di trasformazioni. Insomma, in questo senso ogni regione ha il proprio mazzo e richiede un determinato tipo di carte. A tal proposito anche dal punto di vista del disegno c'è una forte variazione nello stile e nel modo di presentare le figure. Nel nostro paese esistono ben 17 varianti stagionali attualmente in uso. All'interno di queste 17 varianti, inoltre, si può effettuare un'ulteriore categorizzazione. Infatti, mentre alcuni utilizzano semi italiani o spagnoli, altri adottano quelli francesi o tedeschi. Gli unici grandi punti in comune di tutte le regioni italiane sono l'assenza del jolly e il mazzo, che è sempre composto da 40 unità. Ogni seme, ossia bastoni, coppe, spade e denari, viene raffigurato su dieci carte. 

Mentre al primo posto della classifica di quelle più utilizzate in Italia ci si piazzano quelle napoletane, in seconda posizione ci si trovano le carte piacentine. Così come quelle napoletane, anche le piacentine alla base hanno un'impostazione prettamente spagnola, questo riguarda sia i simboli sia la scelta dei semi. Anche quelle della Sardegna e della Sicilia sono sotto l'influenza spagnola, tanto che tra l'altro risultano essere molto somiglianti tra di loro. Tra quelli che abbiamo citato, l'ultimo mazzo che ha preso ispirazione dalla simbologia spagnola è quello romagnolo, che viene addirittura utilizzato nella Repubblica di San Marino. Tra le carte che invece utilizzano la tipologia francese rientrano quelle milanesi, fiorentine, genovesi, piemontesi e toscane. 

La simbologia e il numero delle carte, sempre 40, appartengono alla cultura italiana, ma i semi sono cuori, fiori, picche e quadri. Oltre a quelle già menzionate, le versioni che riguardano i mazzi da 52 sono legate in particolar modo alle carte genovesi, che vengono utilizzate per il Baccarat. Dal canto loro, invece, risultano essere completamente italiane quelle bergamasche, bolognesi, bresciane, trentine, triestine e trevigiane. Rispetto a quelli spagnoli, i semi di queste carte si differenziano per il modo in cui vengono rappresentati. L'unico mazzo che utilizza quelle tedesche, invece, è quello delle salisburghesi, tipico dell'Alto Adige.

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