Fondani in trasferta: una giornata alla Sapienza

| di Veronica Ghiraldo
| Categoria: Attualità
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Tantissimi sono i ragazzi fondani che ogni giorno prendono il treno e si dirigono verso l’università La Sapienza di Roma. Una bellissima e facoltosa università che ha dalla sua un nome prestigioso che l’ha resa seconda in Europa per numero di iscritti.

Come spesso accade però non è tutto oro quello che luccica e, avere un gran numero di studenti non è sinonimo di eccellenza. Stando ai racconti dei tanti ragazzi ci si ritrova a fare i conti con delle situazioni assurde che la rendono famosa solo nel nome e non più nei fatti.

Tanti sono i fondani infatti che si lamentano dell’università e tanti sono i fatti che ci sono stati riportati che la rendono poco affidabile. Tra i tanti possiamo ricordare: professori che se ne vanno il giorno dell’esame per problemi famigliari mai specificati; sessioni di laurea che vengono rimandate per incomprensioni caratteriali tra docenti; segreterie che non aprono o, se aprono, vengono gestite da studenti che, ovviamente, non ne sanno molto di quanto accade e quindi lasciano i loro colleghi abbandonati a loro stessi. Senza parlare di lezioni che saltano senza preavviso; prendere il treno solo per verbalizzare un esame o, peggio ancora, solo per farsi dare una data di esame.

Insomma, sono esperienza strane, quasi al limite della legalità che, però, vanno anche accompagnate da chi, invece, si trova in facoltà diverse da quelle più “disagiate” e che quindi stanno vivendo l’università in maniera diversa. Essere ragazzo fondano in trasferta è quindi anche questo: tra malumori e colpi di fortuna, vivere una giornata all’università La Sapienza è un’esperienza che ogni giorno ti fa vivere esperienze diverse.

Veronica Ghiraldo

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