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De Parolis torna sugli ultimi episodi di violenza che hanno coinvolto immigrati stranieri e altri giovanissimi italiani

Il candidato sindaco: Prima di tutto la sicurezza. La prevenzione parte da progetti di integrazione sociale e di inclusione

La Redazione
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Sa che c’è molto da fare, per questo l’agenda del candidato a sindaco di Fondi Tonino de Parolis è fitta. 

Sostenuto dalla Lega e dalla lista civica Il Giardino degli Aranci, de Parolis incontra gente e associazioni, comitati e gruppi di cittadini che presentano idee e progetti, guardando quello che funziona in città e i suoi aspetti critici, soprattutto quelli legati a una sicurezza che ormai a Fondi latita. 

Fondi è un territorio vasto, quello che notiamo oggi è che episodi di forte violenza si registrano sia nel centro urbano che nelle periferie. Il centro storico è divenuto in alcuni momenti della giornata un ricettacolo di violenza e di una forte percezione di mancata sicurezza riscontrata dal cittadino: lo dicono le continue risse con ferimenti seri tra immigrati stranieri, clandestini e regolari, e tra giovanissimi italiani. In periferia la situazione non è migliore: anzi, a oggi le distanze tra il centro storico propriamente detto e periferie sono aumentate, per una politica che ha emarginato zone come San Magno o Salto di Fondi, dove la mancanza di strutture primarie per la convivenza civile rischia di creare quartieri ghetti e lontani dalla convivenza e dalle relazioni sociali, contribuendo anzi a concentrare promiscuità e zone franche, dove lo spaccio di droghe e fenomeni di prostituzione sono sempre maggiori e dove il disagio sociale è sempre più forte - dice de Parolis, che per la prima volta si affaccia a una competizione politica, voluto fortemente dall’on. Giovanna Miele, capogruppo Lega in Commissione istruzione e cultura alla Camera dei Deputati. 

Tonino è il nostro candidato a sindaco ideale: persona riflessiva, capace, visionaria, innamorato della sua Fondi e del territorio circostante. È un uomo pragmatico, lo dimostra ogni giorno nel suo ruolo di imprenditore, abituato a fare i conti con le aspettative e con i sogni affrontando le esigenze quotidiane in maniera pratica. Ecco, Tonino incarna la figura del politico, che ha visione e pragmatismo allo stesso tempo. Sono convinta che con una squadra adeguata potrà essere un amministratore valido nel risolvere alcune questioni oggi irrisolte e di sempre maggiore criticità - dice l’on. Miele

Così, i riflettori sono puntati sull’aspetto della sicurezza, sia nelle diverse zone del centro storico che nelle periferie, che coinvolgono, fatti di cronaca degli ultimi giorni alla mano, immigrati extracomunitari e giovanissimi italiani. 

Credo che la problematica parta da molto lontano. Se è vero che c’è necessità di un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine è altrettanto vero che la prevenzione parte da progetti sociali che mirano a integrare chi arriva in Italia e non parla la nostra lingua o chi vive un disagio sociale e anagrafico, senza sbocchi differenti se non quello della cultura della strada. 

Il nostro centro storico è stato completamente appaltato alla comunità indiana e pakistana, una comunità formata da gente volenterosa, che vive in funzione della propria famiglia e del proprio lavoro, contribuendo in maniera positiva alla crescita del comparto agricolo e commerciale, però in una città è richiesta integrazione per completare quel processo di convivenza civile che si richiede per un processo di continuo e costante sviluppo. Per questo il nostro obiettivo è e sarà quello di creare progetti sociali di integrazione e di inclusione atti ad accorciare le distanze di comunicazione, è il caso di dire, tra le comunità indiane e quella italiana. Affermo questo senza ipocrisie, perché cercando di essere lassisti si rischia sempre di più di evitare il problema, fino a quando questo si incancrenisce e poi è difficile trovare una soluzione, trovandosi davanti a zone franche o quartieri ristretti ingestibili sotto ogni profilo. È chiaro che non è tollerabile invece assistere a scene di ordinaria violenza, vandalismo e sciatteria, perché la convivenza parte dall’integrazione, e senza integrazione non può esserci convivenza.

Ma la violenza a Fondi non è solo risse tra immigrati, con regolare permesso di soggiorno o clandestini, ci sono anche drammatici episodi che hanno coinvolto di recente i giovanissimi. 

Il disagio sociale degli adolescenti non lo scopro certo io, ma è il caso di intervenire con azioni di maggiore incisività finalizzati a una totale inclusione. In una serie di progetti sinergici che vede coinvolti Comune, Provincia e Regione insieme alla scuola, è necessario costituire una rete volta alla prevenzione, creando una serie di eventi che mettono in relazione i giovani tra di loro, coinvolgendoli nella cultura, nello sport, nel sociale, come attori protagonisti e non solo come spugne passive significa aiutarli a crescere e a diventare adulti, attraverso un percorso lineare. Contrastare l’abbandono scolastico da una parte e creare gruppi esterni al mondo della scuola con attività sociali, culturali e sportive, insegnando ai giovani il valore della vita, del rispetto, dell’altro sono elementi fondamentali per migliorare una società liquida come la nostra.

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