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Il 21 aprile l'autore neoverista italiano e di origini fondane, Giulio de Nicolais d'Afflitto riceverà il Premio Roma Città Eterna

La Redazione
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L’autore e filosofo neoverista italiano e di origini fondane, Giulio de Nicolais d’Afflitto, riceverà il "Premio Roma Città Eterna 2026" , in occasione del 2779° anniversario della fondazione di Roma, il 21 aprile 2026 alle ore 15:30, nella prestigiosa cornice di Palazzo Valentini, durante cerimonia ufficiale condotta da Angelica Loredana Anton, mentre la regia è curata da Gennaro Ruggiero. 

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Area Cultura e dall’Istituto per la Cultura Italiana, con il contributo del Consigliere della Città Metropolitana Antonio Giammusso e con il sostegno istituzionale dell’On. Fabrizio Santori, Segretario Generale dell’Assemblea Capitolina, oltre al patrocinio di importanti istituzioni. Durante la cerimonia, alla presenza di autorevoli rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, verrà esaltato il valore dei premiati, autentici custodi e interpreti contemporanei dello spirito della Capitale. 

Il Premio, rappresentato simbolicamente dalla Dea Roma — icona di forza, civiltà e continuità storica — esprime il riconoscimento della città verso coloro che si distinguono per talento, merito e dedizione. Il Premio ha l’obiettivo di valorizzare eccellenze provenienti da diversi settori — dalla cultura all’arte, dalla scienza alla solidarietà — che, attraverso il loro operato, contribuiscono a preservare e tramandare il prestigio e l’eredità morale di Roma nel mondo. 

Tra i 25 personaggi premiati nell'edizione 2026, Giulio de Nicolais d'Afflitto, filosofo, giornalista, autore e regista teatrale noto per essere tra i codificatori del Nuovo Verismo Teatrale Italiano. Assieme a Donatella Cotesta, regista e attrice, Giulio de Nicolais d’Afflitto, dal 2006 hanno dato vita al Nuovo Verismo Italiano non come una semplice etichetta stilistica, ma come un approccio che mira a far sì che la verità riesca a farsi scena. 

Il loro lavoro si è sviluppato attorno all’idea di un superamento della finzione, proponendo un ritorno alla realtà che non sia mera imitazione ma un’indagine profonda del vissuto, capace di trasformarsi in linguaggio teatrale e artistico. In questo quadro le figure di Donatella Cotesta e di Giulio de Nicolais d’Afflitto assumono anche il ruolo di critico e teorico, impegnati a strutturare le basi concettuali di questo nuovo corso e a distinguerlo dal "verismo storico ottocentesco", attraverso una dimensione più introspettiva e contemporanea.  L’instancabile Donatella Cotesta sarà presto in teatro a Valencia in Spagna e a New York con “Una certa storia romana” e “Quello che non dicono di me – Anna Magnani”, due storie che raccontano l’Italia e gli italiani. Con questi due spettacoli si suggella in Europa e nel Nuovo Mondo la nuova corrente “Il Nuovo Verismo Italiano”. (foto di Paola Caputo)

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