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Targa per i trent’anni di riunioni della giuria del Premio "Fondi La Pastora" che ha fatto la storia della drammaturgia Italiana

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Ieri sera, nell’Antica Hostaria Al Vantaggio, è stata scoperta una targa commemorativa per celebrare i trent’anni di riunioni della giuria del Premio Fondi La Pastora. Un evento che ha visto riuniti gli eredi dei fondatori e che guarda al futuro con il progetto di digitalizzazione dell’archivio.

Roma riscopre un pezzo della sua storia teatrale. Venerdì 26 giugno, presso l’Antica Hostaria Al Vantaggio, storica Bottega di Roma nel cuore del Tridente, si è tenuta la cerimonia di scoprimento di una targa commemorativa che ricorda come, tra la fine del XX e gli inizi del XXI secolo, in queste sale si sia riunita la giuria del Premio teatrale Fondi La Pastora. L’iniziativa, voluta dall’Associazione Culturale Arco Mediterraneo, ha visto la partecipazione degli eredi degli ideatori del Premio, che hanno voluto così restituire un ideale “palcoscenico della memoria” alla città di Roma.

L’evento, che si è svolto nei locali di via del Vantaggio, ha visto la partecipazione dei familiari del maestro Domenico Purificato, pittore e intellettuale visionario che nel 1974 diede vita al Premio, e di Franco Portone, che ne curò l’organizzazione per oltre trent’anni. Erano presenti Pino Purificato e la figlia di Teresa Purificato, Veronique Haupt, insieme a Marco e Paolo Portone. A suggellare il legame tra il premio e il luogo che lo ha ospitato, ha preso parte alla serata anche Luigi De Vincenti, figlio di Alberto De Vincenti, attuale proprietario del ristorante insieme a Costantino.

Un momento di testimonianze e memoria

La cerimonia è stata arricchita dalla partecipazione dell’imprenditore fondano Giuseppe Capotosto, in veste di rappresentante dell’Associazione Culturale Arco Mediterraneo, che ha tra i suoi obiettivi la digitalizzazione dell’archivio del Premio Fondi La Pastora, e di Hélène Sandoval, attrice e regista, fondatrice e direttrice artistica del Théâtre Français de Rome, che ha portato il saluto del mondo dello spettacolo.

Un momento di grande emozione è stato l’intervento telefonico del giornalista Francesco Caruso Litrico, che ha reso una preziosa testimonianza della sua esperienza decennale quale responsabile dell’ufficio stampa del Premio Fondi La Pastora e del Festival del Teatro Italiano, riportando alla luce aneddoti e ricordi di quegli anni d’oro.

“Al Vantaggio”, culla di un sogno teatrale

L'Antica Hostaria Al Vantaggio non è un semplice ristorante. Fondata nel 1920 come punto di ristoro per i vetturini delle carrozze, e dal 1963 gestita dalla famiglia De Vincenti, oggi è una delle prestigiose “Botteghe Storiche” di Roma, riconoscimento conferito dal Comune per aver custodito per oltre mezzo secolo un patrimonio di tradizioni e cultura popolare. Le sue mura secentesche e i suoi affreschi hanno fatto da cornice, per più di trent’anni, a un’altra storia altrettanto illustre, quella del Premio Fondi La Pastora.

Dal 1974 al 2001, in questi ambienti si riunì una giuria di eccezione, composta dai massimi intellettuali, scrittori e critici dell’epoca. Nomi come Alberto Bevilacqua, Elsa De Giorgi, Ruggero Jacobbi, Domenico Rea, Giuseppe De Santis, Ferruccio Ulivi, Roberto Mazzucco, e tanti altri, si alternarono in queste sale per decretare i vincitori di un premio nato con una missione precisa: sostenere e promuovere la drammaturgia italiana.

Un patrimonio di copioni, fotografie, verbali e locandine, oggi custodito dall’Associazione Arco Mediterraneo, che attende di essere digitalizzato e reso fruibile come "capitale culturale" per le nuove generazioni, proprio come sottolineato dall’intervento di Giuseppe Capotosto durante la serata.

Un gesto di restituzione che guarda al futuro

Apporre questa targa Al Vantaggio – dichiarano gli eredi Pino Purificato e i fratelli Marco e Paolo Portone – è un gesto di affetto e di doverosa restituzione. Qui, tra queste mura, si è scritta una pagina importante del teatro italiano. Restituire questo ricordo alla città di Roma significa riaffermare che la memoria non è nostalgia, ma il terreno più fertile per l'innovazione culturale.

L’iniziativa di ieri si inserisce in un più ampio progetto di recupero e valorizzazione dell’archivio del Premio, che l’Associazione Arco Mediterraneo intende portare avanti con il sostegno di istituzioni e privati. La cerimonia di scoprimento della targa rappresenta quindi non solo un momento di commemorazione, ma un atto di impegno verso il futuro.

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