Ci sono luoghi che, più di altri, raccontano la storia di una città.
L'Isola dei Ciurli, nella zona del Salto di Fondi, è certamente uno di questi.
La sua storia urbanistica comincia alla fine degli anni Sessanta e attraversa quasi sessant'anni di trasformazioni, provvedimenti amministrativi, vicende giudiziarie, vincoli ambientali, tentativi di recupero e, infine, demolizioni.
Oggi quell'area torna nuovamente al centro dell'attenzione pubblica per la prospettiva di realizzare un nuovo polo ospedaliero a servizio del territorio di Fondi e Terracina.
Ed è proprio per questo che vale la pena ricordare cosa è successo in passato.
1974. inizio di costruzioni totalmente prive di autorizzazioni oggetto di Interrogazione Parlamentare, il caso diventa nazionale con articoli su Panorama, il cantiere si blocca.
Nel 1968 la Cooperativa Isola dei Ciurli ottenne concessioni per la realizzazione di un complesso edilizio comprendente, secondo le ricostruzioni pubblicate sulla vicenda, 60 ville su un'area di circa 21 ettari.
La situazione urbanistica dell'area divenne presto oggetto di contestazioni e provvedimenti amministrativi.
Nel 1971 alcune concessioni furono annullate e nel 1974 furono nuovamente annullate le concessioni relative alle prime 21 ville, con provvedimenti che prevedevano anche la demolizione delle opere realizzate.
La vicenda ebbe inoltre conseguenze giudiziarie, coinvolgendo negli anni diversi soggetti e amministrazioni.
È importante sottolineare che riportare questi fatti non significa attribuire oggi responsabilità personali a chiunque abbia avuto un ruolo nella vicenda. Significa semplicemente ricordare una sequenza di fatti amministrativi e giudiziari che fanno parte della storia documentata dell'area.
Gli anni successivi: urbanistica, condoni e tutela del territorio
Nel 1978 arrivò il nuovo Piano Regolatore di Fondi.
Negli anni Ottanta la situazione dell'area continuò ad essere oggetto di provvedimenti urbanistici e di tutela.
Ci furono una variante speciale, le domande di condono edilizio presentate nel 1986 e, parallelamente, l'evoluzione della normativa paesaggistica che interessava la fascia costiera.
Il territorio veniva quindi progressivamente sottoposto a un sistema di tutela sempre più articolato.
Negli anni Novanta furono inoltre avviati tentativi di recupero urbanistico dell'area, compreso un Piano di Recupero.
Nel 1999 arrivò un ulteriore passaggio urbanistico con l'approvazione della lottizzazione e l'autorizzazione alla sottoscrizione della relativa convenzione.
La vicenda, tuttavia, non si concluse.
2000-2007: la fase giudiziaria e la demolizione
Nei primi anni Duemila la questione tornò al centro di procedimenti giudiziari.
Nel 2004 il Tribunale di Latina intervenne sulla vicenda con una sentenza che dispose, tra l'altro, la confisca dei terreni per lottizzazione abusiva.
La decisione venne successivamente confermata nei successivi gradi di giudizio.
Nel dicembre 2007 arrivò il momento che probabilmente più di ogni altro è rimasto nella memoria dei cittadini: la demolizione delle costruzioni dell'Isola dei Ciurli.
Secondo le ricostruzioni disponibili, l'area interessata dalle demolizioni comprendeva circa 17 ettari, con una volumetria residenziale indicata in circa 27.648 metri cubi.
Quella demolizione sembrò rappresentare la conclusione di una vicenda iniziata quasi quarant'anni prima.
Ma oggi, quasi vent'anni dopo, l'area torna nuovamente al centro del dibattito.
Il Nuovo Capitolo: l'ipotesi del Polo Ospedaliero
Il motivo è completamente diverso.
Non si parla più di ville residenziali, ma della possibilità di destinare l'area alla realizzazione di una grande struttura sanitaria a servizio del comprensorio.
La prospettiva indicata nelle comunicazioni relative all'iniziativa è quella di un nuovo polo ospedaliero baricentrico tra Fondi e Terracina.
È un progetto che, proprio per la sua rilevanza, merita di essere conosciuto e discusso pubblicamente.
Ma una cosa deve essere chiara: un progetto annunciato o promosso non equivale automaticamente a un'opera già finanziata, autorizzata e pronta per essere realizzata.
Tra l'idea di un ospedale e la sua effettiva costruzione esiste un percorso amministrativo, tecnico, urbanistico, ambientale e finanziario che deve essere verificabile attraverso gli atti.
E proprio qui nasce la domanda che riguarda l'Isola dei Ciurli.
Cosa Cambia per quell'Area?
Il Parco regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi nasce con finalità dichiarate di conservazione e valorizzazione del territorio e delle risorse naturali e culturali, nonché di tutela degli habitat e delle specie animali e vegetali. La legge regionale comprende nel perimetro del parco anche porzioni del territorio di Fondi. (Consiglio Regionale del Lazio)
Per questo ogni eventuale modifica della perimetrazione o del regime di tutela dell'area assume un'importanza particolare.
La questione non dovrebbe essere affrontata attraverso sospetti o accuse.
Dovrebbe essere affrontata attraverso atti pubblici e informazioni verificabili.
Qual è esattamente l'area interessata?
Qual è la nuova perimetrazione?
Qual è il progetto dell'ospedale?
Quali sono le dimensioni previste?
Quali sono i finanziamenti disponibili?
Quali procedure urbanistiche dovranno essere completate?
Quali valutazioni ambientali saranno necessarie?
Quale sarà l'impatto sulla viabilità?
E, soprattutto, quali garanzie esistono affinché l'eventuale modifica della tutela territoriale sia effettivamente collegata alla realizzazione dell'opera sanitaria prevista?
Sono domande legittime.
E porle non significa essere contro un ospedale.
Al contrario.
Se l'obiettivo è davvero quello di realizzare una grande infrastruttura sanitaria per il territorio, la massima trasparenza può soltanto essere utile al progetto e ai cittadini.
La memoria del Passato
L'Isola dei Ciurli porta con sé una storia particolare.
Prima le costruzioni.
Poi le contestazioni urbanistiche
I provvedimenti amministrativi.
I procedimenti giudiziari.
I tentativi di recupero.
I vincoli.
Le sentenze.
Infine le demolizioni.
Oggi si apre, eventualmente, una nuova fase.
Questa volta non si parla di un insediamento residenziale, ma di una struttura sanitaria di interesse pubblico.
Ed è proprio per questo che sarebbe auspicabile che ogni passaggio fosse reso facilmente conoscibile ai cittadini, mettendo a disposizione progetti, cartografie, atti amministrativi, finanziamenti e cronoprogrammi.
Senza pregiudizi.
Senza accuse.
Senza trasformare una legittima domanda in un'accusa.
Perché una città ha tutto il diritto di sapere come cambierà il proprio territorio.
E una storia come quella dell'Isola dei Ciurli insegna quanto sia importante guardare non soltanto agli annunci, ma soprattutto agli atti e alle decisioni concrete.
Il futuro dell'area, dunque, merita attenzione.
Non per alimentare polemiche, ma per evitare che una vicenda così importante venga conosciuta soltanto quando le decisioni saranno ormai definitive.
E allora la domanda resta, semplice e legittima:
sarà davvero l'inizio del nuovo ospedale o l'Isola dei Ciurli è destinata ad aprire un altro, lungo capito della sua storia?
I cittadini aspettano di conoscere i progetti, gli atti e le risposte.
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