Zona rossa e Dcpm: l'avvocato Guglielmo Raso spiega l'effetto delle due normative a Fondi

Il punto giuridico in questo preciso momento storico anche se tutto potrebbe cambiare già nel corso della giornata di oggi

| Categoria: Comunicati Stampa
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Con l’ Ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. Z12 del 19 marzo 2020 (“Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica. Ulteriori misure relative al Comune di Fondi) il Comune di Fondi veniva dichiarata “zona rossa”.

Tale ordinanza veniva emessa sulla base dell’art. 32 della Costituzione e della legge n. 833/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, che prevede la possibilità, per il Presidente della Giunta Regionale, di adottare ordinanze contingibili e urgenti in materia di Sanità Pubblica, e cioè di emettere i provvedimenti di carattere straordinario, previsti dal D.lgs. 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali, meglio noto come TUEL), da adottare in situazioni gravi ed emergenziali che non possono essere fronteggiate con i mezzi ordinari.

Queste, in estrema sintesi, le principali prescrizioni previste nella cd. “Zona Rossa”:

1. divieto assoluto di allontanamento dal Comune di Fondi da parte di chiunque vi sia presente;

2. divieto assoluto di accesso nel Comune di Fondi;

3. divieto di spostamento delle persone fisiche all’interno del Comune se non per eccezionali e comprovati motivi di lavoro, salute o urgenza;

4. sospensione attività lavorative ed imprenditoriali (ad eccezione dei servizi essenziali di pubblica utilità);

5. sospensione attività commerciali (ad esclusione di generi alimentari, farmacie, parafarmacie etc.);

6. sospensione di tutti i cantieri di lavoro;

7. chiusura di parchi pubblici e cimitero comunale;

8. soppressione delle fermate dei mezzi pubblici e del trasporto ferroviario;

9. disciplina degli orari di apertura del Mercato Ortofrutticolo Fondano.

Con l’adozione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, l’Ordinanza della Regione deve ritenersi “sostituita” dal suddetto DPCM per le motivazioni giuridiche che vanno di seguito ad analizzarsi.

Il primo provvedimento emanato per la gestione dell’emergenza Coronovirus è il Decreto Legge n. 6 del 23 febbraio 2020 (convertito in Legge n. 13 del 5 marzo 2020) “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19), che ha attribuito al Presidente del Consiglio dei Ministri il potere di adottare decreti per attuarne concretamente le disposizioni generali.

L’art 3 n. 2 del D.L. n. 6/2020 prevede che “nelle more dell’adozione” dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) le disposizioni relative all’emergenza sanitaria possano essere adottate con ordinanze contingibili e urgenti dalla Regione, ai sensi dell’ art. 32 della legge 833/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Fondamentale è la dicitura “nelle more dell’adozione”: essa sta a significare che le ordinanze Regionali possono essere emesse in attesa che il Presidente del Consiglio dei Ministri non adotti un Decreto.

L’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio è stata infatti emanata il 19 marzo 2020, e quindi prima del DPCM del 22 marzo, che con la sua entrata in vigore va a sostituirla. Inoltre, la prevalenza del DPCM sulle ordinanze regionali trova giustificazione nel fatto che esso è atto amministrativo gerarchicamente superiore a quest’ultime, trattandosi di provvedimento emesso dal vertice della Pubblica Amministrazione.

Per tali ragioni, l’Ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 19 marzo 2020 deve ritenersi “sostituita” dal DPCM 22 marzo 2020.

A tal riguardo deve tuttavia precisarsi che la preminenza del DPCM è limitata esclusivamente alle medesime fattispecie disciplinate dalle ordinanze regionali: ciò significa che solo se ed in quanto il DPCM e l’ordinanza disciplinano il medesimo aspetto (es. spostamento delle persone fisiche) vale quanto disposto dal DPCM e non dall’ordinanza regionale. Di conseguenza, per il Comune di Fondi valgono le misure dettate dal DPCM del 22 marzo previste per l’intero territorio nazionale sino al 3 aprile 2020, tra le quali, le più significative e rilevanti possono così riassumersi:

1. divieto di spostamento in un comune diverso da quello dove ci si trova, salvo che per: comprovate esigenze lavorative; motivi di salute; urgenza, che devono essere debitamente indicate nell’apposito modulo di autocertificazione;

2. sospensione attività lavorative, commerciali, imprenditoriali, ad eccezione dei servizi di pubblica utilità, generi alimentari, farmacie, parafarmacie e comunque, tutte quelle indicate nell’elenco di cui all’ “Allegato 1”.

Resta inteso che continuano ad essere regolarmente vigenti le Ordinanze del Ministero della Salute, dell’Interno e della Protezione Civile. Tra queste, si evidenzia l’Ordinanza del Ministero della Salute e dell’Interno del 22 marzo, che ha stabilito il divieto di spostarsi da un comune all’altro, salvo che per comprovati motivi di salute, lavoro o urgenza; nonché l’ordinanza del Ministero della Salute del 20 Marzo, che ha vietato l’attività ludica e ricreativa all’aperto, consentendo l’attività motoria entro i 200 mt. dalla propria abitazione.

E’ opportuno precisare che le misure contenitive dell’ordinanza regionale che hanno classificato il Comune di Fondi come “zona rossa”, come detto, hanno preceduto il DPCM del 22 marzo. Esse hanno tratto fondamento, in primis, dall’art. 32 della Costituzione, e sono state adottate ai sensi del D.lgs 267/2020 nell’ambito della competenza in materia di sanità pubblica affidata alle regioni, in virtù della l. 833/1978.

Non vi è quindi dubbio alcuno che il provvedimento regionale sia ineccepibile in punto di diritto, e per questo assolutamente immune da censure.

Altrettanto dicasi per quanto attiene il concreto aspetto di merito. L’ordinanza regionale appare pienamente giustificata in considerazione dell’oggettiva situazione di eccezionale gravità ed urgenza rappresentata dall’altissimo e preoccupante numero di contagi (ad oggi ben 63!) che interessano il Comune di Fondi.

A tal riguardo, è opportuno evidenziare che il provvedimento del Presidente della Regione Lazio è stato adottato prima dell’intervento governativo non solo a tutela di chi vive nel Comune di Fondi, ma anche per più diffuse e preminenti ragioni di salute pubblica, e, precisamente, per evitare la diffusione del contagio ai comuni limitrofi e all’intero territorio regionale. Per questo, stante la concreta ed attuale persistenza del grave stato emergenziale, appare necessario continuare a garantire il rispetto delle prescrizioni della “zona rossa”, in attesa di nuovi ed eventuali provvedimenti, che, non a caso, con l’entrata in vigore del Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020, potranno essere nuovamente adottati dalle Regioni.

Il Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020, introduce infatti nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Tale nuovo provvedimento avente forza di legge prevede che dette misure vengano disciplinate con uno o più DPCM, su proposta del Ministero della Salute. e dei Presidenti delle Regioni interessate. Ma, soprattutto, conferisce alle Regioni una maggiore autonomia e potere discrezionale, poichè, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio, potranno, nell’ambito delle materie di loro competenza, introdurre misure ulteriormente restrittive. Analogo potere è espressamente riconosciuto ai Sindaci, i quali potranno adottare ordinanze contigibili ed urgenti purchè non in contrasto con la normativa Statale.

Di conseguenza, sarà possibile per la Presidenza Regionale del Lazio, nelle more dell’adozione di un nuovo DPCM, introdurre misure ulteriormente restrittive per il Comune di Fondi laddove risultino ancora sussistenti e perduranti le gravi ragioni di carattere sanitario che le necessitino.

Avv. Guglielmo Raso

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