Monte San Biagio Futura sul muro della discordia: "E' di proprietà comunale e l'Ente potrebbe procedere al ripristino dei luoghi"

La minoranza torna sull'opera che ostruisce la visione del belvedere ai cittadini.

| di Monte San Biagio Futura
| Categoria: Comunicati Stampa
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MSB Futura torna su quella che è forse l’opera più discussa realizzata negli ultimi anni a Monte San Biagio: il famigerato Muretto del Belvedere del Castello. Proprio nella giornata di ieri i proprietari dell’abitazione sottostante, che realizzarono la sopraelevazione in muratura, vi hanno installato anche un cancello, rimosso nella giornata di ieri.

Nel 2015 (prima consiliatura di Carnevale) due coniugi romani proprietari di un’abitazione in via Portone, chiedevano ed ottenevano l’autorizzazione a realizzare una ringhiera in ferro sul muretto del belvedere, impegnandosi, in cambio, a cedere gratuitamente al Comune una porzione di costone roccioso di loro proprietà. Senonchè, inspiegabilmente, i coniugi trasmettevano alla Soprintendenza un progetto diverso e mai approvato, consistente nella sopraelevazione in muratura oggi esistente. Come si ricorderà, la realizzazione dell’opera, avvenuta nell’inverno 2017, suscitò una pacifica e spontanea manifestazione di protesta da parte dei cittadini, ai quali il Sindaco Carnevale rispose dichiarando che fu la Soprintendenza ad aver “dettato la linea” di tale intervento (vd. intervista TG Canale 7 del 24.01.2017).

Questo procedimento non ci ha mai convinto. Ad oggi i dubbi dei cittadini rimangono insoluti. All’adunanza del consiglio comunale del 7 novembre 2019 depositammo un’interrogazione scritta (consultabile sull’Albo on line), con la quale chiedevamo di conoscere le ragioni per le quali alla Soprintendenza fu depositato il progetto di un muretto, quando il Consiglio aveva approvato una ringhiera in ferro; chiedevamo poi se il costone roccioso – a nostro avviso inutile e privo di valore – fosse stato ceduto gratuitamente al Comune.

Ben sei mesi dopo, al Consiglio Comunale del 29 maggio 2020 (di cui potete rivedere lo streaming e le trascrizioni) il Sindaco ha risposto che il muro è sempre proprietà del Comune, che la porzione di costone roccioso non è stata ancora ceduta al Comune, che i proprietari sottoposero “in via preliminare alla soprintendenza più ipotesi progettuali al fine di individuare una soluzione più consona allo stato dei luoghi, meno impattante dal punto di vista paesaggistico e nel contempo funzionale per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità”.

“Tali risposte non ci hanno soddisfatto, lo abbiamo dichiarato a suo tempo e lo ribadiamo” precisa Guglielmo Raso. “Non è plausibile che due privati sottopongano alla Soprintendenza “più ipotesi progettuali”: quando sarebbe avvenuto ciò? Perché negli atti non vi è alcun provvedimento con cui la Soprintendenza impone di realizzare un muro al posto della ringhiera? Si è quindi trattato di un confronto ufficioso, informale, puramente verbale? E’ perché, in ogni caso, prima è stata approvata una ringhiera ed alla Soprintendenza è stato presentato un muretto? E come può considerarsi un muro “meno impattante” di una ringhiera? Inoltre, non si comprende perché dopo ben cinque anni l’Ente Comunale non abbia formalmente diffidato i due privati a provvedere alla stipula dell’atto di cessione gratuita al quale si erano formalmente obbligati! Perché l’Amministrazione tollera tale inadempimento? Tra tanti dubbi irrisolti, un’unica certezza: l’Amministrazione ha autorizzato dei privati – non residenti a Monte San Biagio – a modificare la nostra proprietà pubblica in cambio di un costone roccioso inservibile e privo di valore che, alla data del 29 maggio scorso, peraltro, non è stato ancora ceduto. Ci dica quindi il Sindaco se ad oggi tale cessione è stata perfezionata”

Per completezza, è doveroso ricordare che due consiglieri comunali di minoranza, in carica alla scorsa legislatura, presentarono un esposto alla Procura della Repubblica di Latina. “A tal proposito” - fa notare Raso, all’epoca legale incaricato dai due consiglieri firmatari dell’ esposto - “almeno per il momento, non intendo entrare nel merito delle indagini effettuate e delle precise motivazioni che condussero all’archiviazione: mi limito a ricordare che un procedimento archiviato può essere sempre riaperto - salvo l’intervento della prescrizione - alla luce di elementi nuovi”

In ogni caso, come da noi sempre sostenuto e come riconosciuto dal Sindaco “il suolo pubblico, ove insiste il muretto comunale del Belvedere è di proprietà comunale” ; di conseguenza, il muretto stesso rimane di proprietà del Comune: ciò significa che l’Amministrazione ha il potere di ripristinare l’originario stato dei luoghi. E questa è una verità granitica. Più del muro stesso.

I Consiglieri: Guglielmo Raso, Ermanna Casale, Gianpiero Trani.

Monte San Biagio Futura

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