Lettera aperta ai cittadini di Fondi e a chi ci governa
A chi vive qui,
a chi decide per noi,
a chi ha dimenticato di ascoltare.
Mi chiamo Cinzia, e questa è la mia voce. Non grido, non accuso, non odio. Scrivo per raccontare. Perché dietro ogni silenzio c’è una storia. E dietro ogni storia, c’è una persona.
Fondi è la mia città . È la città di chi è nato qui, di chi ha cresciuto figli, di chi ha lavorato, pagato, sperato. Ma oggi, chi è nato qui si sente *ospite nella propria casa. Le case popolari vengono assegnate quasi esclusivamente a chi arriva da fuori, mentre chi ha radici profonde viene ignorato. E non è rabbia quella che sentiamo. È dolore. È invisibilità . Non voglio dividere. Non voglio togliere a nessuno.
Voglio solo che chi ha costruito questa città non venga lasciato senza un tetto, senza risposte, senza dignità . Questa battaglia non è solo mia. Da quando ho chiesto perché i soldi pubblici giacciono inutilizzati nei magazzini comunali, ho iniziato a ricevere silenzi, porte chiuse, e infine ritorsioni.
Lo sfratto, la negazione della casa popolare, tutto questo non è casuale. È una risposta a chi ha osato chiedere trasparenza. Ma io non mi fermo. Perché quello che chiedo non è solo per me. È per ogni cittadino che ha diritto a sapere come vengono usati i fondi pubblici.
È per ogni famiglia che aspetta una casa.
È per chi lavora, paga le tasse, e viene ignorato.
Non esiste il bene assoluto, né il male assoluto. Esistono scelte. E ogni scelta ha conseguenze. Chi amministra ha il dovere di guardare tutti, non solo chi porta punteggio. Ha il dovere di riconoscere chi ha fatto di Fondi la città che è oggi.
Questa lettera è un invito.
A riflettere.
A rivedere.
A restituire.
Perché Fondi non è solo un luogo. È una comunità . E una comunità si difende insieme, non lasciando indietro chi ha sempre fatto la sua parte. Presto sarò davanti al Comune. Non per urlare. Ma per chiedere verità , trasparenza, rispetto. Perché anche chi è stato dimenticato ha diritto di essere ascoltato.
Appello ai cittadini
Se stai leggendo queste parole e pensi che non ti riguardino, ti chiedo solo una cosa: immagina se fosse tua madre, tuo figlio, tuo fratello a vivere questa ingiustizia.
Non serve essere d’accordo su tutto. Serve solo riconoscere il dolore degli altri. Perché anche il cuore più duro, se ascolta davvero, sa distinguere ciò che è giusto da ciò che è comodo.
E Fondi ha bisogno di cuori coraggiosi, non di occhi chiusi. Se senti che qualcosa non torna, non voltarti dall’altra parte.
Condividi, partecipa, chiedi. Perché il cambiamento non arriva da chi grida più forte, ma da chi sceglie di non restare in silenzio.
Per chi non ha più voce, io parlo.
Cinzia