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La "Formazione come Diritto" è la proposta di Dennis Iavarone, candidato al consiglio comunale

La Redazione
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A Fondi la formazione non è organizzata come un diritto, ma come un percorso frammentato che lascia indietro molti. Il risultato è evidente: chi può va via, chi resta spesso si adatta a opportunità limitate e poco qualificate.

È da qui che parte la proposta di Dennis Iavarone, candidato al Consiglio comunale con Alleanza Verdi e Sinistra nella lista Fondi Progressista a sostegno di Salvatore Venditti.

La nostra città non è povera di risorse, è povera di scelte politiche. Per anni non si è costruito un sistema della formazione e oggi i giovani ne pagano il prezzo - dichiara.

La proposta individua tre ambiti prioritari: sanità, agroalimentare e arti.

In ambito sanitario, la situazione è critica: l’ospedale soffre di una forte carenza di personale, servizi e investimenti e non esprime oggi le sue potenzialità. “Serve una svolta netta: più risorse, più personale, più servizi. L’ospedale deve tornare a funzionare davvero”. Parallelamente, l’obiettivo è lavorare per attivare collaborazioni con università e istituti di formazione, portando tirocini e percorsi professionalizzanti accessibili sul territorio.

Nel settore agroalimentare, centrale per l’economia locale, si punta alla costruzione di percorsi tecnici e di istruzione terziaria legati all’agricoltura, alla trasformazione dei prodotti e alla sostenibilità. Ma c’è anche un nodo politico chiaro.

Un settore così importante non può continuare a reggersi su lavoro poco qualificato, precario e spesso segnato da condizioni di sfruttamento. Senza formazione, senza diritti e senza qualità del lavoro, non c’è sviluppo, c’è solo regressione - afferma Iavarone.

L’obiettivo è invertire questo modello, investendo su competenze, innovazione e dignità del lavoro, mettendo in relazione scuole, imprese e istituzioni.

Sul piano artistico, Fondi dispone oggi di una struttura importante come il teatro comunale, completato dopo oltre vent’anni. Una struttura pubblica rilevante, che però oggi è utilizzata quasi esclusivamente per la programmazione di spettacoli.

Il teatro non può essere solo un luogo dove si assiste. Deve diventare anche un luogo dove si forma.

La proposta è utilizzare questo spazio – insieme alle scuole e alle realtà culturali – per costruire percorsi continuativi in musica, danza e recitazione, accessibili e pubblici, dando ai giovani la possibilità di formarsi senza dover lasciare il territorio.

Formazione significa libertà. Senza accesso reale alla formazione, non c’è possibilità di scegliere il proprio futuro. E oggi questa possibilità non è garantita a tutte e tutti.

La proposta punta alla costruzione di un sistema pubblico della formazione, capace di mettere in rete scuole, istituzioni e territorio, utilizzando spazi pubblici e intercettando risorse.

Il punto non è adattarsi a quello che c’è. Il punto è cambiare modello. Una città che non investe nella formazione produce disuguaglianze e costringe i giovani ad andarsene. Noi vogliamo invertire questa direzione - conclude.

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